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Confetti di Sulmona

Categoria :

Prodotto da forno

Ingredienti:

Mandorle, gomma arabica, sciroppo di zucchero.

Peculiarita':

Piccoli dolci formati da un nucleo di mandorla o nocciola, rivestito da uno strato di zucchero.

Zona/e di produzione:

Sulmona.

Metodologie:

Pochi, ma fondamentali sono i segreti per ottenere un prodotto ottimo: la qualita' delle mandorle ed una tecnica accuratissima. Le mandorle migliori sono quelle di qualita' Avola (Sicilia); dal tipo di mandorla deriva il tipo di prodotto: sopraffino, fino o comune. Quanto alla tecnica, la prima operazione e' la gommatura, fatta con una soluzione di gomma arabica e di sciroppo di zucchero. L'imbiancamento e' poi fatto con farina di amido ed il riempimento, che e' l'operazione successiva, consiste nel rivestimento zuccherino. Da ultimo, i confetti sono lisciati e levigati.

Materiali ed attrezzature (preparazione, condizionamento, imballaggio)

Il confetto viene lavorato, ora come un tempo, su ripiani preferibilmente in rame o acciaio denominati bassine.

LOCALI (lavorazione, conservazione, stagionatura)

Acquisizione dati in corso

Testimonianze:

Gli sposi dell'antica Roma, subito dopo la fatidica promessa: "Ubi tu Gaius, ego gaia" erano sommersi da acclamazioni augurali: "feliciter" e da una pioggia di noci. Allora, infatti, i confetti non c'erano ancora, almeno come li conosciamo ed usiamo noi oggi. In effetti, per molti secoli si dava questo nome (dal latino "confectus", da conficere "conficere" =preparare) alla frutta sciroppata. Fino al Rinascimento, come e' attestato da numerosi menu' con il termine "li confietti" si indicava ogni sorta di canditi e confetture, cotognate, ecc. che venivano portate in tavola quasi al levare delle mense. Un inventario del 200 gia' riporta, tra i dolci, vari tipi di "confetti" e di "tragee", termine che passera' al francese "drage'e". Alla fine della festa, si offrivano ai convitati piccoli doni, per ricordare in banchetto e l'occasione che lo aveva determinato: scatoline di copate, di anicini dolci o della bomboniera. Il Platina, nel suo De Honesta Voluptate, parla a lungo dei confetti e della loro manifattura e da consigli su come trattare le mandorle, pinoli, semi di coriandolo o nocciole prima di immergerli nello zucchero. Verso la fine del secolo XVII, questi dolcetti vennero detti "darioles", ma bisogna attendere la fine del secolo successivo perche' si arrivi ad un prodotto simile a quello che conosciamo oggi e cio' avvenne a Sulmona ove, nel 1783, Bernardo Pelino aprì la prima fabbrica di confetti. Ancora oggi Sulmona e' reputata la patria del confetto e la ditta Pelino e' sempre famosa per il suo prodotto che dall'Abruzzo parte per ogni destinazione del mondo. I confetti sono un prodotto esclusivamente industriale.

Commenti:

 In un'area della fabbrica di confetti Pelino, a Sulmona, e' stato allestito un Museo dell'Arte e della Tecnologia Confettiera. Il museo, unico nel suo genere, espone macchinari, cimeli e ricordi legati all'antica arte sulmonese della produzione di confetti.

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