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Maccheroni alla molinara

Categoria :

Pasta fresca

Espressioni dialettali:

Strangola preti

Ingredienti:

Farina di grano duro e acqua.

Peculiarita':

Matassa di fili di pasta di colore vitreo, dal peso di circa gr. 250.

Zona/e di produzione:

Basso Teramano.

Metodologie:

La farina di grano duro viene impastata con acqua calda e manipolata a lungo. Terminata la fase d'impasto viene divisa in tante pagnottelle dal peso di circa 300 gr l'una. Con l'indice della mano si pratica un buco al centro della pagnottella che si allarga roteando il dito. La forma ottenuta si alza dalla spianatoia, si impugna con le due mani e si allunga a collana con strappi decisi e brevi dall'alto verso il basso. A mano a mano che si allunga, il cordone di pasta e' raccolto a matassa: la difficolta' di questa manipolazione consiste nel non far rompere i "fili" della matassa, che non si applichino l'uno all'altro e che il risultato finale sia un maccherone grosso quanto uno spaghetto lungo una cinquantina di metri. Si lascia asciugare il tutto e si cuoce in abbondante acqua.

Testimonianze:

Nel basso teramano, si usa ancora un sistema molto originale per fare maccheroni, quello delle "manate", introdotto in Abruzzo nel secolo XII dai soldati siciliani venuti al seguito di Ruggero II il Normanno alla conquista della regione.

Commenti:

Vengono prodotti nel basso Teramano a Bisenti e Villa Vomano; nella zona di Bisenti vengono chiamati "alla molinara", a Villa Vomano "strangolapreti". Le quantita' prodotte, solo a livello artigianale sono discrete.

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