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Cavatieddi

Categoria :

Pasta fresca.

Ingredienti:

Farina di grano duro, acqua calda, sale.

Peculiarita':

Pasta di grano duro con il centro scavato da un colpo di pollice. La forma e' rotonda e concava.

Zona/e di produzione:

Tutta la Regione.

Metodologie:

La farina viene impastata con acqua calda ed un pizzico di sale, si lavora a lungo fino ad ottenere un impasto omogeneo. Poi si taglia in tanti pezzi a cui viene data una forma cilindrica, da cui si staccano tanti piccoli gnocchetti che con un colpo di pollice o con l'indice medio vengono modellati a mo' di piccole conchiglie. Si lasciano asciugare al sole e all'aria per qualche tempo.

Commenti:

Nella cultura subalterna meridionale in passato era convinzione diffusa che i cereali, farina, pasta, pane e focacce avessero anche proprieta' terapeutiche, poteri magici e di buon augurio, oltre quelle nutrizionali. In Basilicata se un malato era avvilito gli si preparava un piatto di maccheroni; alcune donne preparavano i cavatieddi (simili agli gnocchi) con la mano sinistra ed in numero dispari, conditi con cacio mescolato con meta' di tre soldi di pepe nero comprato in tre botteghe diverse. Questo cibo l somministravano all'ammalato che poteva mangiarne a suo piacimento e bere vino nel quale veniva messa l'altra meta' del pepe. La farina, sotto forma di pasta, figurava anche nelle terapie della elimitiosi (verminazione). Un canto popolare del secolo scorso di Corleto Perticara mette i "maccaruni" (di cui i cavatieddi sono sinonimo) e la "scarpa ponta", scarpe eleganti, tra i sogni proibiti del contadino lucano.

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