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Panicilli

Categoria :

Vegetale trasformato.

Espressioni dialettali:

Follovielli

Peculiarita':

Il prodotto si presenta come un guscio, un involtino sferico schiacciato, lungo 10 cm e largo 6 cm del peso di 100-120 gr. Le foglie di cedro sono tenute insieme da fili di rafia legate alla sommita'. L'uva e' dolce e gradevolmente profumata dalle foglie di cedro.

Zona/e di produzione:

Riviera dei Cedri, in provincia di Cosenza.

Metodologie:

All'uva passita, si aggiungono dei pezzetti di cedro canditi ed il tutto viene avvolto in foglie di cedro legate a mo' di involtino con fibre vegetali. Una breve sosta di circa 1 ora in forno non troppo caldo servira' ad eliminare la residua umidita'.

Il periodo di produzione va da novembre a gennaio. Sono 100 i quintali prodotti da non piu' di 5 produttori.

Testimonianze:

Questa specialita' affonda le sue radici in epoche ben lontane. La versione originale dei panicilli, risalente all'epoca dei Romani, prevedeva l'impiego delle foglie di fico, di platano e di vite per conservare l'uva passita, la cui lavorazione, rimasta la stessa, e' molto laboriosa e richiede piu' cura dell'essiccazione dei fichi. Anche gli splendidi grappoli di Verbicaro, in provincia di Potenza, hanno potuto beneficiare di un involucro decisamente speciale, le foglie dei cedri coltivati qualche chilometro piu' in basso, a Diamante vicino alla spiaggia. Da questo matrimonio tra il contenitore ed il contenuto e' nato un prodotto che ebbe il privilegio di far andare in estasi Gabriele D'Annunzio nella sua "leda senza cigno". A Sorrento, dove assumono il nome di follovielli, le foglie di cedro vengono sostituite con quelle di arancia ed il cedro candito con l'arancia candita.

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