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Torroncini di S. Marco dei Cavoti

Categoria :

Baci

Ingredienti:

Albume, miele, nocciole, mandorle, zucchero, ostia e cacao.

Peculiarita':

I torroncini di San Marco sono di piccola dimensione, di forma rettangolare, confezionati uno ad uno in forma semplice o argentata, disposti in una scatola di peso variabile (250-400 gr.). La presenza del miele, in particolare garantisce al prodotto un caratteristico sapore, diversificato in relazione ai diversi tipi di miele utilizzati, e la particolare fragranza, compattezza e solidita'. Il torroncino e' ricoperto di cioccolato puro.

Zona/e di produzione:

San Marco dei Cavoti.

Metodologie:

I torroncini vengono tradizionalmente prodotti a livello artigianale. Anche se, a causa della grande diversificazione produttiva ed organizzativa, non si puo' parlare di una ricetta uniforme, si puo' stimare che, per un kg di torrone, sono necessari 650 gr. di miele, 350 gr. di mandorle, 60 gr. di zucchero,20 gr. di albume e 20 gr. di ostia. Nella lavorazione del torrone tradizionale, la massa costituita da miele e albume, nella quale vengono versate le mandorle tostate, viene cotta a bagnomaria per sei sette ore e continuamente rimescolata con una spatola. Alcune aziende praticano la cottura a vapore, per un tempo ridotto pari a circa quattro or, ma cio' non garantisce la graduale perdita di umidita' del prodotto, che conferisce friabilita' alla pasta lavorata. A cottura ultimata, l'impasto viene steso con il mattarello e lasciato freddare. La barra di torrone, così ottenuta, viene suddivisa in pezzi regolari. Il confezionamento ha subito una sostanziale evoluzione nel corso degli anni. La prima grande innovazione e' costituita dall'impacchettamento in un astuccio di carta argentata, fin dallo scorso secolo. Confezionamento tipico della produzione di S. Marco dei Cavoti e' il tipo "caramella", dalla pezzatura piccola, ove i torroncini sono incartati uno ad uno e disposti in una pratica scatolina.

Testimonianze:

Il torrone ha origini remotissime. La sua diffusione risale all'epoca dei Cesari ed ha avuto come centro di propagazione proprio la citta' di Benevento. La "cupedia", l'antenato dell'odierno torrone, ancora oggi conosciuto come "copeta" nel dialetto locale, gia' allora costituiva una delle produzioni tipiche del comprensorio. Il torrone beneventano, dai fasti dell'antichita' e della Roma papalina, con i famosi "Perfetto Amore", "Ingranito" ed il classico "Torrone del Papa", raggiunge il suo periodo di maggiore splendore nel corso del XIX secolo, con le sue venticinque attivissime fabbriche. Ad opera di una miriade di piccoli artigiani, i famosi "cupetari" che, prima delle feste natalizie, coinvolgono tutta la famiglia nella preparazione del tipico torrone beneventano. Molti paesi, oltre a S Marco dei Cavoti, organizzano sagre e fiere che hanno al centro il torrone tipico.

Commenti:

Il periodo di maggiore consumo del torrone di S. Marco e' certamente quello delle festivita' natalizie, anche se viene acquistato in tutta la stagione autunnale ed invernale. Da prodotto della pasticceria si e' sempre piu' trasformato in articolo da regalo; in questo senso anche il confezionamento del prodotto si e' evoluto nell'immagine e nella cura.

Allo stato attuale la produzione e' assicurata da 6 fabbriche artigianali e semi-industriali. La produzione stimata e' di circa 12.000 quintali.

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