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Carciofo di Pietrelcina
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| Categoria : |
Ortofrutticolo fresco. |
| Ingredienti: |
Carciofo. |
| Peculiarita': |
Le brattee sono di colore verde chiaro che sfuma in una tinta tra il violetto e il rosa nella parte superiore del capolino. Ogni pianta produce mediamente 10 carciofi. La raccolta del capolino centrale e quelli della prima corona avviene, in genere, alla prima meta' del mese di maggio, circa un mese dopo la raccolta del "romanesco"; le infiorescenze apicali sono grosse e globose; le brattee sono tenere alla base; il ricettacolo floreale e' ben sviluppato, compatto, carnoso e molto morbido. |
| Zona/e di produzione: |
Beneventano |
| Metodologie: |
Il carciofo richiede terreni freschi, profondi e ben aerati. L'impianto viene fatto con i germogli prodotti dalla base della pianta, e cio' consente di riprodurre gli esemplari migliori. Nelle carciofaie il lavoro e' ancora svolto a mano: il diserbo, il taglio estivo degli steli, la scarducciatura autunnale. Quest'ultima operazione si ripete in primavera quando i giovani cardi estirpati vengono deposti sulle tenere infiorescenze per preservarle dai raggi del sole che comprometterebbero la morbidezza alterandone anche il colore. A differenza delle coltivazioni delle zone pianeggianti, a Pietrelcina non si effettua l'irrigazione e cio' spigherebbe, a detta degli esperti, la tardivita' di questo carciofo. La concimazione, per larga parte, e' ancora fatta con il letame. |
| Testimonianze: |
Nel beneventano, quando venne introdotta la coltivazione del tabacco che per i contadini significo' maggiore benessere economico, molte delle coltivazioni ortive che gia' godevano di Commenti:vole fama, furono abbandonate. Tra queste ricordiamo i peperoni di Montesarchio, le cipolle di Bonea, le rape di Morcone. Resistette solo la coltivazione del carciofo di Pietrelcina, antica cittadina sannita, a pochi chilometri da Benevento. Pare che a introdurre questa coltura intorno al 1840, sia stato il Prefetto di Bari Ing. Cardona. Coltivati in piccoli appezzamenti di alcune contrade a cui le popolazioni locali attribuiscono particolari pregi pedo-climatici che ne giustificano la fama, i carciofi di Pietrelcina sono molto apprezzati sul mercato di Benevento, dove arrivano legati con giunchi, in mazzi composti da quattro "mammarelle" o capolini centrali detti anche cimaroli. Gia' dal 1976 il carciofo e' oggetto di valorizzazione e diffusione attraverso una sagra che si tiene ogni anno a maggio, dove il prodotto trova una sua collocazione commerciale sia allo stato fresco che trasformato. Con la crisi della tabacchicoltura, gli agricoltori stanno riversando le loro energie alla coltivazione del carciofo. |
| Commenti: |
La coltivazione si estende per oltre 10 ettari, realizzata da circa una ventina di produttori, la raccolta e' scalare e comincia col mese di maggio e termina a giugno con la raccolta di terza scelta usati per la conservazione. |
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