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Piada dei morti

Categoria :

Prodotto da forno

Ingredienti:

100 gr di zucchero, 500 gr di farina, 100 gr di gherigli di noce, 100 gr di uva sultanina, 50 gr di pinoli, 30 gr di lievito di birra, 100 gr di olio di oliva, un uovo, vino rosso, sale.

Peculiarita':

Focaccia dolce schiacciata. La sua particolarita' deriva dall'uso del vino rosso, che conferisce al dolce un particolare sapore, leggermente asprigno. Qualche somiglianza col Pan de santi toscano.

Zona/e di produzione:

Tutta la Regione.

Metodologie:

Il segreto e' nella preparazione della pasta, di cui i romagnoli sono maestri, che viene poi fatta lievitare due volte. Preparare, impastando sulla spianatoia, una pasta morbida con farina, un pizzico di sale, lievito, vino ed olio; lasciare lievitare in un luogo protetto. Nel frattempo, si spellano le mandorle, si tostano, si tritano assieme alle noci ed ai pinoli. Vi si unisce lo zucchero, l'uvetta ammorbidita, i canditi e si mescola il tutto assieme alla pasta che va poi fatta rilievitare per oltre un'ora. Si pone in una tortiera, si spennella con tuorlo d'uovo e si cuoce per 40 minuti a calore medio. Si consuma fredda.

Testimonianze:

Il nome, con la mediazione del latino medioevale, "pladena" o "platena", risale al latino "platus", piatto, appiattito; dal greco "platha'ne'", il piatto rotondo per impastare il pane o la pasta. Questo grecismo, di cui non si conobbe l'uso nelle colonie della Magna Grecia meridionali, si era invece diffuso nell'esarcato di Ravenna (diventato "pjada", in tutto l'Appennino tosco-romagnolo, "pjeda" e "pje'") ed e' entrato nel lessico della Romagna( e di qui, abbastanza di recente, in tutta Italia, poiche' la produzione industriale di piadine ha fatto conoscere il prodotto in tutto il Paese) ad indicare la spianata sottile di pane azzimo. La piadina si tira sottile col matterelloe si pone sul fuoco (un tempo sulla brace ardente) ed il risultato e' un bruno disco di pasta, tenero e delicatissimo al gusto, compagno d'elezione di salumi e di formaggi. Nella tradizione romagnola, la piadina era ben piu' che un alimento, rappresentava un simbolo di ospitalita', di benessere, il calore della casa ed il rito. Gia' ricordata, nel XVI secolo dal Bembo, non poteva mancare nel ricordo di Giovanni Pascoli, che così la cuoceva: "Io la giro e le attizzo con le molle il fuoco sotto, finche' stride invasa dal calor mite e si rigonfia in bolle e l'odor di pane empie la casa". Un alimento così amato, non poteva non entrare in una preparazione rituale, in omaggio ai defunti: Ecco nascere la piada dei morti che ricordava nel nome, anche se non nella preparazione, l'amato alimento della vita quotidiana. Questa e' la versione dolce, arricchita dal lievito e dalla frutta secca.

Commenti:

Si consuma a partire dai primi di novembre, nei giorni di Ognissanti e delle ricorrenze dei Defunti. Si accompagna con vino dolce e frizzante.

La piada e' una tipica preparazione romagnola. Un tempo veniva fatta a casa e si offriva a parenti ed amici: In campagna, tutti i contadini avevano sempre pronti, vicino al fuoco del camino, i testi per cuocere la piada sul fuoco rovente e, nei mesi invernali, il tegame per la piada dolce. Oggi questa tradizione si e' completamente perduta e la piada dei morti viene acquistata pronta in pasticceria o, piu' frequentemente, nei panifici, ove e' reperibile da novembre a febbraio.

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