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Funghi della Val di Taro sott'olio

Categoria :

Vegetali trasformati

Ingredienti:

Funghi, olio, aromi vari, sale, aceto.

Peculiarita':

I funghi di diverse varieta', porcino ("boletus"), chiodino ("Armillonella Mellea"), gallinaccio ("Cantharellus Cibarius") ed altre ancora, sono conosciuti ed apprezzati, comuni a tutti i boschi di faggio, larice e querce, specialmente nelle zone montane e submontane da giugno ad ottobre. Si servono come antipasto, si usano per salse o per metterli sulla pizza. I funghi freschi si cucinano in vari modi, arrosto, in umido, ecc.

Zona/e di produzione:

Val di Taro.

Metodologie:

Pulire accuratamente i funghi (piu' spesso i porcini, che sono i piu' pregiati) e sbollentarli per alcuni minuti in acqua, aceto e sale. Lasciare asciugare per alcune ore, condire con aromi vari, tra ci l'aglio, ma che possono cambiare secondo i gusti e le tradizioni. Mettere in barattoli ricoprendo di olio. Si conservano in luogo fresco al buio. Dopo una settimana sono pronti al consumo.

Vengono raccolti in Val di Taro, area tradizionale di produzione di funghi, favorita dalle condizioni ecologiche. La raccolta viene poi trasformata in aziende specializzate che raggiungono una produzione di 2.000 quintali circa.

Testimonianze:

Sin dai tempi immemorabili l'uomo usa un gran numero delle oltre centomila specie catalogate di funghi. Questi hanno sempre trovato estimatori ma, soprattutto, studiosi, appassionati, da Ippocrate a Meandro di Colofone, medico del II sec. a.C., fino a Dioscoride ed Orazio, e Plinio che fornì le prime notizie. Fu, pero', Avicenna, medico e filosofo iraniano che ne studio' i principi attivi. Ed il filosofo domenicano Alberto il Grande ebbe il merito di scoprire che i funghi avevano la capacita' di uccidere le mosche, costatando che nessuna di quelle a cui aveva fatto bere latte contenente pezzettini di fungo era sopravvissuta. Ancor oggi, si raccolgono i funghi con entusiasmo e la Val di Taro e' molto conosciuta da tutti i buongustai per la qualita' e la varieta' dei suoi funghi, ricchezza economica oltre che botanica.

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