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Porchetta di Ariccia

Categoria :

Carni trasformate

Ingredienti:

Maiale.

Peculiarita':

E' un maiale di medie dimensioni, cotto allo spiedo e aromatizzato con sale pepe, aglio e finocchio selvatico. E' ben nota la sagra che si svolge ogni anno la prima domenica di luglio.

Zona/e di produzione:

Comune di Ariccia

Metodologie:

Per la preparazione della porchetta vengono scelti, da allevamenti selezionati, i maiali con i requisiti migliori e nel completo rispetto delle norme igienico sanitarie. Il bestiame ha un peso di 20-25 kg al macello e raggiunge a preparazione ultimata un peso di circa kg. 10-15. I maiali vengono completamente disossati e aromatizzati con finocchio, aglio, sale e pepe senza l'aggiunta di conservanti ed additivi. Vengono poi legati, in modo da mantenere la compattezza durante la cottura che avviene allo spiedo o alla griglia. A questo punto, la porchetta prende la giusta doratura, fragranza e sapore che la fa diventare uno dei piu' appetitosi piatti della cucina italiana. Malgrado si posa pensare il contrario, la porchetta non e' un alimento grasso, poiche', nella fase di cottura, proprio i grassi vengono sciolti dal calore e raccolti in speciali vaschette.

Testimonianze:

La porchetta e' un piatto originario del Lazio, la cui storia risale ai tempi dell'Impero Romano. Sembra, addirittura, che fosse il piatto preferito dell'imperatore Nerone, noto per il suo palato raffinato. I sontuosi banchetti organizzati dall'imperatore, infatti, prevedevano anche questo tipo di porchetta.

MOSTRE E SAGRE

Ad Ariccia la prima domenica di luglio

Commenti:

Recentemente i produttori hanno redatto il disciplinare di produzione per questo prodotto, cioe' una sorta di manuale che regolamenta le varie fasi di produzione. Sono state quindi poste le basi per l'ambito riconoscimento dell'indicazione geografica protetta (IGP), il marchio di qualita' rilasciato dall'Unione europea ai prodotti comunitari che hanno il legame con il territorio e la tradizione. Il progetto, fortemente voluto dal Comune di Ariccia e dalla Provincia con il sostegno della Regione Lazio che dato il via libera all'istruttoria, ha dovuto superare numerose resistenze, prime fra tutte quelle degli stessi produttori timorosi soprattutto di una eccessiva standardizzazione del prodotto realizzato da sempre artigianalmente. E' stato infine anche costituito un Consorzio di produttori per la tutela dell'artigianalita' della produzione e la valorizzazione del prodotto.

Per il suo vivace e deciso sapore e per l'ottimo apporto nutrizionale e' indicato come secondo piatto freddo o caldo o come spuntino, con del pane casereccio e un buon bicchiere di vino. Nonostante sia priva di additivi e conservanti, resta saporita e fragrante almeno per due settimane se mantenuta nel modo giusto.

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