 |
 |
|
Marzolina
|
| Categoria: |
Lattiero- caseario |
| Espressioni dialettali: |
Marzellino o Marzolino |
| Ingredienti: |
Latte caprino (solo saltuariamente si aggiunge latte di vacca o di pecora), grasso 3,6%, da razza indigena.
Alimentazione: 80% pascolo, 20% foraggio (fieno e mangime). |
| Peculiarita': |
Altezza: cm 5; diametro: cm 10; peso: Kg 250, se la forma e' cilindrica (si puo' presentare anche in forma a fuscella da un etto circa); crosta: gialla chiara; pasta: bianca molto compatta e asciutta, si scheggia quando e' stagionata. |
| Zona/e di produzione: |
Frosinone e Latina.
Principali Comuni interessati: Amaseno*, Arpino*, Falvaterra, Morolo*, Picinisco*, Pico*, Vallecorsa*, Supino*. |
| Metodologie: |
Il latte della sera conservato viene colato e, assieme a quello della mattina, messo a scaldare fino a 27 gradi (non d'estate perche' mischiandoli si ottiene naturalmente la stessa temperatura), aggiungendovi caglio di capretto in pasta. Dopo la rottura della cagliata la massa viene lasciata scolare e messa nelle forme. Matura in 15 giorni massimo, tenuto su assi di legno a stecche larghe o in contenitori forati in ambiente fresco e ventilato, dove le forme vengono spesso girate e rigirate. Resa 14%.
Stagionatura: da un anno all'altro, in damigiane di vetro (otri) tappate. Prima di riporle nel recipiente vengono lavate con olio e aceto o acqua e aceto, ogni tanto (quattro volte l'anno) si estraggono per la pulitura.
Calendario di produzione: da marzo a maggio la produzione migliore, ma si continua sempre a produrla fino a fine agosto. |
| Commenti: |
Le zone di Villa S. Stefano e di Supino producono Marzolina a fuscella. In altre zone invece il piccolo cilindro e' la forma tipica.
Si tratta di una produzione tipica locale che i pastori anticamente utilizzavano per soddisfare il pasto quotidiano. La pezzatura contenuta aveva lo scopo di facilitarne la stagionatura.
Gli operatori considerano discrete/interessanti le prospettive commerciali, anche se limitate ad una allocazione prettamente locale rivolta in larga parte al consumatore finale ma anche al dettaglio tradizionale ed alla ristorazione. |
|
|
|
|
|
|
 |
 |
|