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Maritozzi

Categoria :

Prodotto da forno

Espressioni dialettali:

Quaresimali

Ingredienti:

L'antica ricetta tradizionale, oggi alquanto in disuso, richiedeva: 300 gr di farina bianca 00, 100 gr di uvetta sultanina, 50 gr di pinoli, 50 gr di cedro candito50 gr di zucchero semolato, 50 gr di pasta da pane, 5 cucchiai di olio di oliva, 2 uova, un pizzico di sale.

Peculiarita':

Sono panini dolci, confezionati con pasta lievitata, di forma prevalentemente ovale ed arricchiti di uva sultanina.

Per il loro sapore gentile e delicato, i maritozzi si prestano ad essere farciti con crema Chantilly ed infatti, in tutto il Lazio, ma specialmente a Roma, il "maritozzo con panna" e' il complemento ideale del cappuccino mattutino.

Zona/e di produzione:

Tutta la Regione, Roma in particolare.

Metodologie:

Si lavora sulla spianatoia la pasta del pane (che si puo' acquistare gia' pronta in qualsiasi panificio) con 100 gr di farina, un uovo, un pizzico di sale e due cucchiai di olio. Quando e' pronta, se ne fa una palla che ben infarinata, viene messa a lievitare in un luogo tiepido per circa quattro ore. Successivamente si rilavora piuttosto vigorosamente e vi si aggiunge la farina restante, 50 gr di olio, lo zucchero e l'uovo rimasti. La pasta deve risultare piuttosto morbida, se e' necessario, vi si incorpora qualche cucchiaio di acqua tiepida. Da ultimo si aggiunge l'uvetta, poi i pinoli ed il cedro candito tagliato a piccoli pezzi. Si formano dei panetti oblunghi ("simili di figura alla spuola", Seriani, Norma, 1860) che si dispongono, ben distanziati, sulla placca del forno gia' oliata. Si lasciano lievitare ancora per 6-7 ore, poi si cuociono in forno a 180C per 15 minuti.

Testimonianze:

Questi dolci maritozzi sono detti anche quaresimali, poiche' erano l'unica golosita' concessa ad adulti e ragazzi in periodo di quaresima e venivano confezionati in ogni casa e panetteria romana. Il termine maritozzo, formatosi da marito con l'aggiunta del suffisso "ozzo", alternativo in senso scherzoso ed ironico, e' dovuto - secondo alcune interpretazioni - al fatto che, quando questi dolci erano preparati e permessi solo nel periodo quaresimale, mariti ed amanti ne solevano fare dono alle loro donne nei venerdì di marzo, in pegno di rinnovato amore. Non manca chi (Belli e Seriani) vi ravvisa chiare simbologie sessuali, non infrequenti nelle forme di dolci e di pane sin dall'antichita', come, apprendiamo anche da Marziale che rimprovera a Lucus di scegliere per la sua amante i panetti piu' prelibati e confezionati in forme assai poco castigate. Sempre Marziale cita poi delle paste dolci, molto simili agli odierni maritozzi, le "adipata" preparate dal "pistor dulciarius" e servite alle "secundae mensae" (all'incirca il nostro dessert), assieme a frutta secca.

Commenti:

I quaresimali tradizionali sono oggi abbastanza difficili da gustare perche' sono prodotti, limitatamente al breve periodo di Quaresima, da pochi panettieri, i piu' attenti alle antiche usanze o da qualche massaia che non ha scordato le vecchie abitudini. Piu' diffusi i moderni maritozzi.

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