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Castagna dei Cimini

Categoria :

Ortofrutticolo fresco

Peculiarita':

Colore: marrone lucido

Forma: regolare, di dimensione elevata (in media 65-75 frutti per 1 kg)

Sapore: gradevole, dolce.

Altro: elevata conservabilita' in relazione alla conformazione del pericarpo.

Zona/e di produzione:

Viterbo.

Principali Comuni interessati: Canepina, Caprarola, Carbognano, Ronciglione, Soriano nel Cimino*, Vallerano, Vetralla, Viterbo.

Metodologie:

Attualmente viene praticata la potatura di alleggerimento con cui si eliminano le parti secche o colpite da Endotia p.; normalmente non si eseguono trattamenti contro gli insetti abituali (Cydia amplana, Curculio elephas) dati i danni limitati che generalmente essi provocano. La raccolta e' eseguita manualmente in due o tre volte.

Dopo la raccolta le castagne vengono selezionate per pezzatura, quindi "curate" attraverso immersione in acqua per 2-3 giorni in vasconi o tini di legno, favorendo in questo modo una leggera fermentazione che blocca lo sviluppo di microrganismi patogeni. Successivamente vengono lasciate asciugare e movimentate giornalmente ("trapalatura"), quindi confezionate in sacchetti di juta.

E' in atto un tentativo per commercializzare la castagna surgelata, gia' arrostita dopo pelatura.

MOSTRE E SAGRE

A Vallerano, il 15 agosto, si svolge la Sagra delle "Caldarroste di mezza estate"; a Canepina, in ottobre, la Sagra delle Castagne".

Commenti:

La castagna da frutto e' da sempre presente nel territorio di Vallerano, ne sono una prova le grotte di tufo ed i "radicci" - costruzioni presenti nei boschi oramai abbandonate - utilizzate in passato per la cura, la conservazione e l'essiccazione della castagna. Agli inizi del secolo (1913), con la costruzione della ferrovia Roma nord, Vallerano divenne un importante centro di raccolta e commercializzazione della castagna. Dei primi anni '30 si ricordano le spedizioni del frutto verso gli Stati Uniti. Fino agli anni '50 la castagna ha rappresentato uno degli alimenti piu' importanti nella zona sia per la dieta umana che zootecnica (suini ed equini); i successivi fenomeni di esodo rurale hanno determinato l'abbandono di molti impianti. Negli ultimi anni grazie al rinnovato interesse mostrato da ditte locali e di altre regioni, si e' registrato un recupero dei castagneti attraverso la ristrutturazione degli impianti selvatici e vetusti (potatura, innesti).

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