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Farina di grano saraceno

Categoria :

Vegetale trasformato

Ingredienti:

Farina di grano saraceno.

Peculiarita':

La farina di media finezza ha un colore "bigio" o grigio. Si ottiene dal frutto di una Poligonacea che ha Peculiarita': nutrizionali simili ai cereali.

Zona/e di produzione:

Valtellina e valli trevigiane

Metodologie:

Il grano saraceno preferisce terreni freschi e leggeri ma si adatta anche ai terreni acidi, rifiutando quelli argillosi ed umidi. Apprezza i concimi azotati e quelli con fosfato. I suoi acheni maturano tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre. Le spighe tagliate si ammucchiano in covoni e si lasciano seccare. Dopo la battitura, conservare i semi in sacchi. I semi vengono poi macinati nei molini del frumento o nei piccoli molini a pietra. La farina viene confezionata in sacchetti di carta e commercializzata.

E' una coltura in disuso. La raccolta dei semi e' resa difficoltosa dal fatto che questi non maturano tutti insieme ma a scalare, per cui dopo la falciatura si formano dei covoni che vengono lasciati in campo ad essiccare. La domanda di questo prodotto e' in costante ripresa, sostenuta da quei consumatori, cosiddetti salutisti.

Testimonianze:

Il grano Saraceno non appartiene alla famiglia delle Graminacee, ma e' una Poligonacea; originaria dell'Asia centrale che giunge in Europa nel XIII secolo probabilmente con i Mongoli o con i Crociati. Viene subito coltivata perche' e' una polenta rustica, che cresce rapidamente in terreni poveri con clima umido e freddo e assicurava nutrimento anche agli abitanti delle zone piu' remote e povere. Il frutto e' un archenio di forma piramidale, di colore bruno. Fa parte delle tradizioni popolari di mezza Europa. Era fatta di farina di grano saraceno, la "polenta bigia" rimestata dal cugino Renzo Tramaglino ne I promessi sposi.

Commenti:

La farina viene utilizzata per la polenta taragna, la polenta bigia, per i pizzoccheri, per crepes dolci, per spaghetti o tagliatelle ( insieme ad una parte di farina di cereali), per i bigoli, "begoi mori" veneti, che si mangiavano in tempi di penitenza. Mescolata alla farina di riso ed a quella di grano, viene usata per una "polentina"le cui origini si perdono nella notte dei tempi.

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