 |
 |
|
Filone "casareccio"
|
| Categoria : |
Prodotto da forno |
| Ingredienti: |
farina di grano tenero macinata nel mulino a pietra, acqua, sale.
Coadiuvanti tecnologici: lievito acido o naturale, sale integrale. |
| Zona/e di produzione: |
In tutti i forni artigianali della regione Marche, nelle case rurali che dispongono ancora di forno a legna. |
| Metodologie: |
Il lievito acido viene sciolto in una ciotola con acqua tiepida e versato sulla farina. Si impasta fino ad ottenere una pasta spessa e consistente. Si lascia fermentare nella madia, al caldo, tutta la notte e al riparo dalle correnti. Il giorno successivo, alla pasta lievitata si aggiunge altra farina e poi ancora acqua tiepida leggermente salata. Si impasta fino ad ottenere un'amalgama morbida e compatta. Dopo un breve riposo si staccano dei pezzi di pasta e si modellano a forma di filone, incidendo con un coltello la parte superiore. Le forme di pane, allineate su una tavola di legno, in luogo caldo, vengono ricoperte con un telo e lasciate lievitare per un paio d'ore circa. Vengono cotte al forno a legna. |
| Commenti: |
Nelle Marche la coltivazione dei cereali e' sempre stata intensa e gia' al tempo dei Romani la regione era considerata un granaio che riforniva la capitale dell'Impero. Nel '600, quando altrove le condizioni delle popolazioni rurali e dei ceti popolari si fecero drammatiche per via della carestia e della peste, "il sistema mezzadrile riuscì quasi sempre a garantire - sostiene Renzo Paci - la sussistenza non soltanto ai contadini, che peraltro erano la maggioranza della popolazione, ma anche agli artigiani, pagati sempre piu' spesso con cottimi fissi a grano". |
|
|
|
|
|
|
 |
 |
|