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Frutta di Martorana

Categoria :

Pasta reale, pasta di mandorle, pasta riali.

Espressioni dialettali:

Prodotto da forno.

Ingredienti:

1 kg di zucchero, 1 kg di mandorle tritate, 3 cucchiai d'acqua, 200 gr di farina, 10 gr di cremore tartaro.

Peculiarita':

Dolcetto morbido e colorato dal sapore estremamente dolce.

Zona/e di produzione:

Tutta la Regione.

Metodologie:

Sciogliere lo zucchero nell'acqua a fuoco basso ed appena comincia a caramellare aggiungere le mandorle tritate e la farina. Mescolare il tutto finche' non ispessisce e poi togliere dal fuoco, insaporire con vaniglia e lasciar raffreddare su una lastra di marmo. Rimuovere i grani facendo passare il composto in una macchina per fare la pasta oppure industrialmente con un speciale macchinario a lame rotanti. La pasta viene successivamente impastata, modellata e sistemata in speciali stampini di gesso (fatti originariamente di zolfo) per essere dipinta in maniera artistica. Un manuale del secolo scorso appartenente ai fratelli Calcina, pasticceri di Siracusa, da precise indicazioni per ciascun tipo di frutto, ad esempio: i fichi d'India "vanno, dapprima, bagnati di giallo pallido, poi leggermente colorati di verde nella parte superiore e successivamente, quando il colore e' ormai secco, vanno tinteggiati con terra di Siena bruciata e poi con un rosso brillante". Quando il frutto e' quasi secco, viene ripassato con una soluzione di gomma arabica.

Produzione: questi frutti di marzapane sono in genere prodotti da pasticceri specializzati. Oggi, comunque, numerose industrie producono e distribuiscono la frutta di Martorana in tutta Italia anche se questa manca della finezza, del dettaglio e dell'abile coloritura che sono caratteristica del prodotto artigianale.

Testimonianze:

Secondo la tradizione siciliana, questa pasta di mandorle era in origine utilizzata (ma lo e' ancor oggi) per fare il latte di mandorle. Sin dai tempi medioevali, i conventi hanno svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo dell'arte pasticcera, soprattutto in Sicilia. L'importante etnologo Pitre' riteneva che le piu' importanti ricette di pasticceria fossero monopolio degli ordini religiosi femminili. Documenti del 1402 dimostrano come il re Martino avesse acquistato un'enorme quantita' di questo speciale e squisito cibo che era il privilegio dell'aristocrazia e del clero. Nel 1770 il viaggiatore inglese Patrick Brydone celebrava la "naturalezza" di questa specialita' che aveva avuto origine nel Convento di Elisa Martorana. Un'interessante testimonianza proviene dal lungo poema "Li cosi duci de li bati" in cui il poeta Meli esalta tutte le eccezionali prelibatezze prodotte da 212 monasteri di Palermo.

Commenti:

Nel passato, questa specialita' era per tradizione associata al Giorno dei Defunti e veniva regalata ai bambini insieme ai giocattoli, facendoli credere che era stata lasciata in dono dai morti. In seguito questi frutti di pasta di mandorle divennero parte delle feste natalizie. Altre forme, come quelle di piccoli animali cominciarono ad essere prodotte ad Acireale per festeggiare Sant'Antonio Abate mentre a Palermo venivano fatti piccoli porcellini in occasione di San Sebastiano. Oggi si producono dolcetti di moltissime forme: salami in miniatura, uova al tegamino. Etc.

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