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Valle del Belice
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| Categoria : |
Olio: extravergine di oliva |
| Ingredienti: |
Le condizioni pedoclimatiche e varietali hanno permesso lo sviluppo di una cultivar autoctona, la Nocellara del Belice, che solo in questo ambiente esplica tutte le sue potenzialita' produttive. Oltre a questa varieta' sono presenti in misura minore la Biancolilla, la Giaraffa, la Cerasuola, la Buscionetto, la Santagatese e l'Ogiarola Messinese |
| Peculiarita': |
L'olio ottenuto, circa 29.000 q.li annui e' caratterizzato da bassa acidita' (0,20-0,25%), da un'ottima conservabilita', dal sapore di fruttato di oliva e da una composizione aromatica robusta. |
| Zona/e di produzione: |
L'areale della Valle del Belice insiste nei comuni di Castelvetrano, Campobello di Mazara, Partanna, Salaparuta, Santa Ninfa e Poggioreale ed e' uno dei pochi esempi al mondo per l'omogeneita' delle Peculiarita': pedoclimatiche e varietali. |
| Metodologie: |
Il sistema di raccolta e' a mano mentre il sistema piu' diffuso di estrazione e' a ciclo continuo a freddo |
| Commenti: |
La coltura dell'olivo ha costituito, sin dai tempi remoti, un'importante risorsa per lo sviluppo della popolazione della Val del Belice. I primi insediamenti umani nel territorio sono da attribuire alla nascita di Selinunte, antica colonia della Magna Grecia, fondata dai Megaresi nel VII secolo A.C. I Selinuntini coltivarono e propagarono l'olio colonizzando le vallate e le terre fertili dell'entroterra che si articolavano intorno ai fiumi Belice e Modione. Antiche macine per olive, rinvenute a Selinunte vicino al Tempio e risalenti al V secolo A.C. testimoniano che gia' da allora la produzione dell'olio era diffusa nella zona. Nel corso dei secoli l'olivo ha prosperato sempre di piu' grazie alla fertilita' dei terreni ed al clima ideale diffondendosi nei territori bagnati dal Belice e divenendo la coltura principe del territorio
In attesa di riconoscimento D.O.P. |
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