Benvenuto!
Pubblicità

Tartufo bianco della toscana

Categoria :

Ortofrutticolo

Peculiarita':

Il Tartufo bianco della Toscana (Tuber magnatum pico) presenta uno strato esterno liscio, di colore giallo chiaro o verdicchio ed una polpa che va dal marrone al nocciola piu' o meno tenue, talvolta sfumata di rosso vivo, con venature chiare, fini e numerose, che scompaiono con la cottura. Ha dimensioni variabili da quelle di una cariosside di mais a quelle di una grossa arancia e solo raramente e' ancor piu' grande. Emana un forte e gradevole profumo, assimilabile all'odore di metano o di formaggio fermentato.

Zona/e di produzione:

L'areale di diffusione di questo prodotto in Toscana comprende alcune aree dell'Appennino Nord-orientale ed una fascia centrale piuttosto vasta che si estende dal Valdarno inferiore (Pisa, Pontedera) fino al confine con il Lazio (San Casciano Bagni). In attuazione della normativa regionale (L.R. 50/95), al fine di qualificare le produzioni sono state istituite 5 aree geografiche di provenienza del prodotto ed in particolare: 1 - Tartufo toscano bianco del Mugello; 2 - Tartufo toscano bianco del Casentino; 3 - Tartufo bianco della Val Tiberina; 4 - Tartufo toscano bianco delle Colline Sanminiatesi; 5 - Tartufo toscano bianco delle Crete Senesi

Metodologie:

Ai sensi della normativa regionale la raccolta e' consentita dal 10 settembre al 31 dicembre. Il Tartufo bianco si raccoglie sia in un'ampia fascia collinare interna (caratterizzata da una siccita' estiva piuttosto pronunciatas), generalmente lungo i corsi d'acqua, nelle vallecole ombreggiate, nei fondovalle umidi, nei versanti esposti a settentrione, prevalentemente in simbiosi con pioppi, salici, noccioli, farnie, sia in areali appenninici (caratterizzati da un clima piu' umido) in boschi misti di latifoglie caduche, ai margini di coltivi o di ex pascoli, in simbiosi con cerri, carpini, etc.

Materiali ed attrezzature (preparazione, condizionamento, imballaggio)

L'operazione di raccolta e' effettuata attraverso l'impiego di un cane appositamente addestrato e di un particolare strumento, il vanghetto (strumento costituito da un corto e robusto manico di legno alla cui estremita' e' fissata una piccola vanga di forma variabile). La conservazione dei tartufi viene effettuata in frigorifero, in recipienti chiusi.

Commenti:

La raccolta dei tartufi presenta in Toscana una tradizionalita' piuttosto pronunciata; gia' a fine degli anni '30 infatti era presente sul territorio una "cultura" della raccolta del tartufo. A dimostrare l'importanza della raccolta di questo prodotto in Toscana e la sua profonda radicazione con il territorio, e' la presenza di otto associazioni di raccoglitori. Il tartufo bianco viene consumato fresco in quanto non si adatta bene alla cottura; con questo processo perde infatti gran parte delle sue qualita' organolettiche.

Home
Back
Print
Send
Adv
Adv