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Marrone del trentino.

Categoria :

Ortofrutticolo

Ingredienti:

Castagna

Peculiarita':

Il frutto, all'atto dell'immissione al consumo, si deve presentare di colore marrone, avere la raggiatura stellare grande, le costolature evidenti, la cicatrice ilare tendenzialmente rettangolare, il distacco dell'episperma facile.

Zona/e di produzione:

Valsugana, Valle dell'Adige, Giudicarie, Vallagarina, Garda e Ledro

Metodologie:

Sono da considerare idonei, ai fini della produzione del Marone trentino, i castagneti che si trovano nell'area di coltivazione specificata a fianco e situati in terreni ben esposti, con sesti d'impianto e forme di allevamento tradizionalmente usati e comunque atti a non modificare le Peculiarita': tradizionali. Le piante di castagno crescono liberamente, naturalmente e irregolarmente in relazione allo spazio che hanno a disposizione. La raccolta dei Maroni inizia verso i primi di ottobre, per essere ultimata, nelle zone piu' alte, verso i primi di novembre. Avviene manualmente, aspettando che i Maroni cadano a terra a mano a mano che essi maturano. Una volta raccolto, il prodotto deve essere immediatamente selezionato per separare i Maroni guasti e le impurita' e successivamente calibrato, prima di essere destinato alla vendita. E' consentita la conservazione nei seguenti modi: in ricciaia, in bagno d'acqua, in atmosfera controllata e/o modificata, mediante refrigerazione, mediante essiccazione.

Commenti:

La coltivazione del castagno viene ben descritta in un libro sulla statistica del Trentino, stampato a Trento nel 1852 e dove si legge che "le varieta' coltivate sul Trentino sono tre... il marone o morone ha frutti meno voluminosi della rossara ma molto piu' saporiti". Mentre per quanto concerne le zone di produzione, viene specificato che "le macchie piu' estese di castagno si trovano nel Perginese e in tutta la Valsugana superiore, sulle pendici del Monte Baldo verso Brentonico, nel territorio di Sardagna nel bacino di Trento, a Drena e in generale sull'Archese e nelle Giudicarie dal Caffaro fino alla Rendena".

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