La storia dell'acquacoltura, risale a più
di 5000 anni fa, tanto che in un bassorilievo della
tomba di Aktihetep del 2500 a.C., è chiaramente
riconoscibile un uomo che raccoglie tilapie (pesci
d'acqua dolce) da uno stagno; allo stesso periodo
risalgono le origini della carpicoltura in Cina. Fang,
fra i padri della piscicoltura cinese, tra il 1135
ed il 1122 a.C., costui stagni per l'allevamento di
pesci. È sorprendente come questo pioniere
abbia raccolto note sul comportamento e sull'accrescimento
di pesci allevati. Sempre in Cina, Fan Li scrisse
nel 500 a.C. il primo trattato conosciuto di piscicoltura.
L'attenzione posta da Fenici, Etruschi e Romani nelle
attività piscicole nelle aree costiere trae
certamente origine dalle antiche pratiche egizie.
In Italia, durante l'epoca romana, nei laghi costieri,
nelle lagune o in apposite pescherie alimentate con
acqua marina venivano allevate spigole e orate, considerate
molto pregiate, per le quali abbondavano citazioni
nei ricettari del tempo come ad esempio nel "De
re coquinaria" di Apicio del I secolo d.C.