L ’aragosta
è il crostaceo senza dubbio più famoso ed
apprezzato dal punto di vista alimentare.
Come tutti i crostacei ha il corpo rivestito da una spessa
corazza che costituisce l’esoscheletro, la crescita
deve avvenire perciò per mute successive con le
quali l’animale si libera della vecchia corazza
e ne costruisce una nuova più grande.
Può raggiungere dimensioni attorno ai 50 cm ed
un peso di 8 kg. Il corpo è provvisto di tredici
paia di appendici cinque delle quali vengono usate per
camminare, un paio è costituito da lunghe antenne,
possiede una coda, il telson, a forma di ventaglio, gli
occhi sono situati in cima a peduncoli mobili, non si
osservano chele, il corpo e cosparso di spine e tubercoli,
la colorazione è rosso violacea con macchie più
chiare.
Vive abitualmente su fondali rocciosi o ghiaiosi, raramente la si può
trovare su fondi sabbiosi, a profondità comprese
tra 20 e 70 m, può raggiungere i 200 m.
E’ diffusa soprattutto nei mari attorno alla Sardegna,
predilige fondali ricchi di anfratti dove si colloca
facendo sporgere le antenne, forma spesso colonie con
numerosi individui.
Durante la muta l’animale è più
debole perché rimane privo della corazza di protezione,
il suo aspetto non cambia ma il corpo è molle
e facilmente attaccabile, si ritira così in una
tana dove passa la giornata mangiando conchiglie di
molluschi che le consentono di acquisire i sali minerali
necessari per la nuova corazza.
La riproduzione avviene a fine estate, si possono osservare
le femmine con l’addome pieno di uova, le larve
nascono al termine dell’inverno, sono planctoniche
e raggiungono il fondo, loro habitat definitivo, attraverso
una crescita caratterizzata da diversi stadi durante
la quale si nutrono di plancton.
Esistono altre due specie di aragosta in Mediterraneo,
Palinurus mauritanicus, che si distingue per la presenza
di numerose chiazze bianche sulla corazza e per le abitudini
di vita, predilige fondali più profondi, e Palinurus
regius, riconoscibile per il corpo di colore verde,
presente lungo brevi tratti della costa meridionale
francese e spagnola, si suppone sia stata introdotta
accidentalmente in Mediterraneo.
Si pesca con reti da posta, tremagli e con grandi nasse,
l’aragosta viene mantenuta viva fino al momento
della vendita, gli individui freschi sono riconoscibili
per i colori vivaci.
Le sue carni ottime e molto apprezzate la rendono una
specie di notevole interesse commerciale.
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