L ’astice
è il crostaceo più grosso del Mediterraneo,
caratteristica peculiare sono le due grosse e temute chele
anteriori di dimensioni diverse fra loro, possiede due
paia di antenne un paio corte ed un paio lunghe quanto
tutto il corpo, le chele vengono usate soprattutto per
difesa e per la cattura delle prede, le altre due paia
di appendici dietro alle chele oltre che per il movimento
possiedono pinze che possono essere usate per portare
il cibo alla bocca, le ultime due paia posteriori servono
unicamente per spostarsi.
Come tutti i crostacei ha il corpo rivestito da una spessa
corazza che costituisce l’esoscheletro, la crescita
deve avvenire perciò per mute successive con le
quali l’animale si libera della vecchia corazza
e ne costruisce una nuova più grande.
Può raggiungere dimensioni superiori a 60 cm ed
un peso di 6 kg. Il carapace è liscio due sole
spine si trovano dietro agli occhi, il colore è
nero bluastro con riflessi giallastri sul dorso.
Vive abitualmente su fondali misti con sabbia e roccia, fino a 100 m di profondità,
si riproduce nei mesi estivi, le uova sono portate sotto
l’addome delle femmine per 10 –11 mesi,
la larva trascorre un periodo planctonico per poi portarsi
nei pressi del fondo una volta acquisito l’aspetto
definitivo.
Si trova in tutto il mediterraneo ma è più
frequente in Adriatico.
Più attivo nelle ore notturne quando esce dalle
tane, scavate nella sabbia o ricavate in anfratti rocciosi,
per cacciare soprattutto molluschi, è un animale
territoriale.
Si pesca con reti da posta, tremagli, in Adriatico
si cattura spesso con reti a strascico.
Spesso si consuma una specie atlantica che può
essere riconosciuta per alcune diversità cromatiche,
colore più uniforme e mancanza di riflessi giallastri
sul dorso, questo è dovuto al fatto che le catture
sono più frequenti in Atlantico ed il prezzo
è inferiore.
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