Predilige
acque correnti e fondali ciottolosi, ma si ritrova anche
su fondi sabbiosi. Tipico di questa specie (come d'altra
parte del barbo canino e del gobione) è il muso
appuntito e prominente, con la bocca munita di barbigli,
che si apre verso il basso: il cibo, costituito essenzialmente
da invertebrati, viene infatti raccolto dal barbo direttamente
sul fondo.
Il barbo comune viene segnalato, con presenze da mediocri
a abbondanti, in molti fiumi, torrenti e laghetti con
l'esclusione dei corsi d'acqua dell'alta montagna.In passato
la specie doveva essere più frequente e presentare
una distribuzione più ampia, poiché si ritrovava
anche nei tratti planziari dei fiumi, dove oggi non è
più segnalata. Negli ultimi decenni infatti, il
barbo ha subito una marcata e generalizzata rarefazione,
imputabile in parte alla generalizzata attività
di escavazione che ha comportato una notevole alterazione
della struttura fisica degli alvei e delle comunità
biologiche, e in parte alla presenza di briglie e altri
ostacoli che impediscono a questi Ciprinidi di raggiungere
le numerose zone di frega potenzialmente disponibili e
di ripopolare, per via naturale, i tratti pedemontani
e collinari dei corsi d'acqua depauperati dalle secche
estive.
Può raggiungere taglie di 40-45 cm e circa 2
Kg di peso. |