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| Carassio |
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| Nome
scientifico: Carassius carassius |
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| Il carassio e il carassio dorato, meglio conosciuto come
"pesce rosso", sono specie di origine orientale
introdotte in Italia in epoche diverse. Non è stato
accertato se il carassio sia da considerarsi specie indigena,
mentre il carassio dorato è certamente autoctono.
La distribuzione delle due specie viene trattata in modo
unificato in quanto esistono seri dubbi circa la possibilità
di distinguerle con sicurezza. Gli esemplari rinselvatichiti
di carassio dorato tendono infatti a perdere la colorazione
rossa e ad assumere quella tipica del carassio. Le due
specie hanno inoltre esigenze ecologiche simili e pertanto
la loro area di distribuzione nei corpi idrici regionali
é sovrapposta. Il carassio e il "pesce rosso"
sono diffusi in tutta la pianura e sono particolarmente
comuni nei canali di bonifica: e sono presenti anche nella
zona collinare. Sono inoltre stati introdotti in alcuni
laghi e invasi dell'Appennino. Nelle acque di pianura,
la presenza dei carassi risulta spesso preponderante a
quella di altre specie ittiche per la capacità
di questi Ciprinidi di resistere a condizioni di estrema
scarsità di ossigeno e di tollerare tassi d'inquinamento
piuttosto elevati. L'aumento numerico e l'ampliamento
dell'areale di queste specie verso monte sono dovuti al
generalizzato peggioramento della qualità delle
acque e della assai discutibile qualità dei ripopolamenti
effettuati con pesce prelevato in pianura e immesso in
acque collinari.
I carassi misurano mediamente 15-20 cm, con massimi
di 30-40 cm.
La loro colorazione è assai variabile volgendo
dal bruno scuro, al bruno giallastro o al bruno argenteo.
Il regime alimentare, estremamente vario, comprende
invertebrati bentonici, organismi planctonici e materiale
vegetale anche in decomposizione. |
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