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Luccio
Nome scientifico: Esox lucius
Il luccio, un tempo ampiamente diffuso nelle acque di pianura, è attualmente segnalato, con presenza generalmente scarsa, solo in poche e ristrette zone della pianura emiliana e romagnola e in alcuni laghi e bacini artificiali del bolognese. La forte contrazione numerica della specie è da attribuire al degrado, e spesso alla scomparsa dei siti idonei, all'accrescimento e soprattutto alla riproduzione, tra cui i fontanili, e forse alla competizione con il Persico trota, un predatore importato alla fine dell'800 dal nord America.

Recenti e accurate ricerche hanno notevolmente ridimensionato le comuni credenze sulle capacità predatorie del luccio e hanno messo in luce l'importanza di questo Esocide come selezionatore ed equilibratore delle popolazioni ittiche naturali. Il luccio infatti consuma in media un quantitativo di prede che, a parità di peso, è paragonabile a quello di molti Ciprinidi. Le affermazioni secondo cui questo pesce sarebbe un vorace e insaziabile predatore sono pertanto pregiudizi privi di fondamento.

Il luccio è un predatore prevalentemente ittiofago che può superare eccezionalmente il metro di lunghezza e 15 Kg di peso.

La riproduzione è precoce e avviene tra il tardo inverno e l'inizio della primavera.

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