La cappasanta
è un mollusco bivalve munito di una conchiglia
quasi circolare, a forma di ventaglio, composta da due
valve diseguali, una appiattita o leggermente concava,
l’altra convessa.
Ciascuna valva è provvista di due espansioni laterali
chiamate orecchiette, grandi, triangolari, dalla superficie
lievemente ondulata.
Le valve presentano dalle 14 alle 18 costole radiali che
si irradiano dal punto in cui le due parti della conchiglia
si uniscono.
Le due valve sono tenute chiuse da un grosso muscolo adduttore,
che è variamente apprezzato; alcuni lo eliminano
perché gommoso, altri mangiano solo quello, come
nei Paesi orientali.
Il mantello porta un orlo di tentacoli provvisti di organi
tattili ed olfattivi. La colorazione esterna della valva
piatta è bruna o rossiccia, l’altra è
biancastra ma può avere fascette brune o rosse.
Sono frequenti anche esemplari con valva inferiore di
color bianco o avorio, con venature appena brunastre.
La cappasanta si nutre filtrando il plancton e detriti;
può raggiungere i 13 cm di diametro, ma la taglia
più frequente è di circa 10 cm.
I Pettinidi, per la bellezza della loro conchiglia, sono
molto ricercati dai collezionisti; il nome della famiglia
deriva dalla forma a “pettine” dovuta alle
costole radiali generalmente ben visibili sulla conchiglia;
questi molluschi posseggono moltissimi occhi e sono capaci
di spostarsi molto velocemente, aprendo e chiudendo rapidamente
le due valve.
La cappasanta è molto comune nei mari italiani,
soprattutto in Alto Adriatico; vive nei fondali sabbiosi
e fangosi, tra i 25 e i 100 m di profondità.
Gli individui giovani vivono ancorandosi al fondo attraverso
dei filamenti, gli adulti vivono liberi sul fondo e
si muovono spostandosi a scatti all’indietro;
possono nuotare per lunghi tratti aprendo e chiudendo
energicamente le valve per espellere con forza l’acqua.
L’animale si poggia sul fondo con la valva inferiore,
molto convessa, mentre la superiore è pianeggiante.
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La cappasanta si pesca tutto l’anno, ma soprattutto
nei mesi invernali, con attrezzi trainati sul fondo
e reti a strascico; questa specie non vive a lungo una
volta fuori dall’acqua e spesso questi molluschi
si acquistano già morti e sono riconoscibili
per avere le valve aperte che non si richiudono toccandole.
È vietata la pesca delle cappesante piccole ed
è meglio non acquistare quelle inferiori a 8
cm.
Sta iniziando anche in Italia l’allevamento delle
cappesante, che consiste nel prendere individui piccoli,
mantenendoli in mare sospesi a dei fili o dentro a cestini;
nutrendosi nello stesso modo e vivendo nelle stesse
acque, le cappesante allevate non presentano diversità
di pregio.
Gustose le carni, sia fresche che cotte; si preparano
anche in conserva.
La cappasanta è particolarmente richiesta nel
periodo prima della riproduzione, in quanto hanno le
gonadi piene; queste si riconoscono per avere due colori
diversi, arancio corallino la parte femminile e bianco
avorio la parte maschile, gonadi dei due sessi che si
trovano nello stesso esemplare essendo la cappasanta
ermafrodita.
È opportuno lavarle bene perché a volte
contengono della sabbia; per farle aprire rapidamente,
immergetele in acqua bollente o esponetele al vapore. |