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Mitilo o Cozza
 
Nome scientifico: Mytilus galloprovincialis
 
Il mitilo è un mollusco bivalve dalla forma allungata dotato di una conchiglia di color nero-violaceo; le valve sono bombate, uguali, di forma quasi triangolare e presentano sottili striature concentriche.
All’interno il colore è viola-madreperlaceo e questo puo' variare in relazione al ciclo riproduttivo e al sesso. La colorazione degli individui maschili è bianco-giallastra, quella degli individui femminili tende al giallo-arancio.
Il corpo del mitilo è molle, completamente rivestito dai lobi del mantello.
La riproduzione avviene a fine inverno e in autunno, quando le acque raggiungono i 15°C.

Dal guscio escono filamenti bruni assai robusti, chiamati bisso, mediante i quali l’animale si fissa alle rocce o ad altri sostegni.
Le valve si chiudono grazie ad una cerniera che è un legamento elastico, stretto, allungato, di colore brunastro.

La cozza è un animale filtratore che si nutre di plancton e particelle organiche in sospensione.
Il mitilo puo' raggiungere la lunghezza di 11 cm, ma di regola sui mercati lo si trova di 6 cm; l’accrescimento dei mitili è più rapido in Adriatico rispetto agli altri mari italiani.

Il mitilo vive attaccato alle rocce o a substrati duri per mezzo del bisso, quel filamento o ciuffetto che vediamo uscir fuori lateralmente dalle valve dell’animale; questa struttura filamentosa gli impedisce di venir spazzato via dalle forti mareggiate.
La cozza vive in golfi e vicino alla costa in aggregati molto numerosi. E’ comune in Mediterraneo, Mar Nero e in Oceano Atlantico.

I mitili sono allevati e solo in piccola parte sono pescati su banchi naturali; le tecniche di allevamento cambiano in relazione all’ambiente dove si opera: acque lagunari, stagni, aree di mare protetto e mare aperto.
La pesca del mitilo avviene in modo professionale grazie ad operatori subacquei; il suo allevamento, la “mitilicoltura”, viene invece praticato con diverse tecnologie in Adriatico, nello Ionio, nel Tirreno centro-settentrionale e nel Mar di Sardegna.
La maggior parte della produzione deriva dall’allevamento.

Il mitilo è una tra le specie più diffuse e presenti sui nostri mercati; viene venduto fresco confezionato in sacchetti di rete plastificata munite di bollo sanitario, ma anche surgelato, sgusciato e preparato in conserva.
Le carni sono gustose, molto apprezzate dai consumatori; nel periodo in cui sono “pieni”, i mitili hanno un sapore più dolce, in particolare quelli che vivono nelle lagune dell’Alto Adriatico.
Il valore nutrizionale varia con le stagioni: come la vongola, il mitilo è ricco di zinco, (distribuito nel nostro corpo in tutti i tessuti in particolare nei muscoli e nelle ossa), ferro e magnesio, indispensabili per la formazione delle ossa, per l’attività nervosa e muscolare.

I mitili prodotti in impianti di allevamento sono a volte riconoscibili perché sono venduti in spezzoni di resta; occorre fare attenzione, acquistandoli, alla loro provenienza, perché a volte vi sono raccoglitori abusivi che prelevano i mitili in zone non idonee dal punto di vista igienico-sanitario.
Devono sempre essere acquistati in confezioni sigillate con indicata la data di confezionamento ed il nome del centro di spedizione.

Questo bivalve è ottimo al gratin o semplicemente aperto in padella con olio, aglio, prezzemolo.

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