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Murice o Ragusa
 
Nome scientifico: Bolinus brandaris
 
Il murice è un mollusco gasteropode che assomiglia ad una grossa lumaca, con una conchiglia robusta ornata di spine dalla forma inconfondibile, simile ad una clava.
Possiede un’ampia apertura ovale con labbro sottile e dentellato.
L’opercolo è corneo e spesso; la colorazione esterna varia dal giallo al bruno, l’apertura dal giallo all’arancio, il corpo è bruno, talvolta striato di nero.
Le dimensioni medie del murice si aggirano attorno ai 5-7 cm.

È carnivoro, si ciba di organismi morti e di molluschi, in particolare di ostriche e patelle, delle quali perfora il guscio secernendo una sostanza acida.
Esistono due specie di murici, entrambe commestibili anche se di sapore diverso, una con sifone lungo e spine e l’altra di colore ancora più scuro, fino al bruno rossiccio, con sifone corto e senza spine.

Anticamente da questi molluschi si ricavava la porpora, con la quale Fenici e Romani dipingevano le tuniche delle personalità più importanti; data la scarsa quantità di sostanza colorante che si poteva ottenere da ciascun animale (circa un grammo da 8000 molluschi) era necessario un numero elevatissimo di molluschi per tingere un solo capo.

Il murice è comune in tutto il Mediterraneo, in particolare in Alto Adriatico; vive su fondali fangosi in colonie molto numerose fino a 100 m di profondità.
In primavera attacca le uova a scogli e rocce sommerse, in straordinarie quantità , racchiuse in nidamenti che erroneamente vengono chiamati “spugne”.
Di questi nidamenti i pescatori si servono per catturare altri molluschi, adagiandoli in nasse calate sul fondo: su questi i murici si recano per aggiungere altre uova e possono essere catturati facilmente.
Sono molto numerosi alla base delle palificazioni degli allevamenti di mitili, di cui si cibano.

Il murice viene pescato con reti da traino in particolare in Alto Adriatico e nel Golfo di Manfredonia; i murici possono essere catturati, talvolta in gran numero, nelle reti da posta nella quale spesso incappano nel tentativo di cibarsi dei pesci ammagliati nella rete stessa.
Vengono anche pescati con pezzi di rete legati ad un asta che viene trascinata sul fondo, lungo la riva, ed a poca distanza da essa.
I murici penetrano spesso anche nelle nasse, per cibarsi dei pesci morti che i pescatori vi sistemano dentro come esca.

A chi desidera raccogliere tanti murici in poco tempo con la pesca subacquea, si consiglia di immergersi fra i filari e le palificazioni delle mitilicoltura; questi gasteropodi, infatti, mangiano le cozze che cadono sul fondo.

Le carni sono saporite e molto apprezzate, sebbene leggermente coriacee; si utilizzano nelle zuppe.

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