Il
genere è caratterizzato dalla presenza di una serie
di raggi spiniformi ossei collegati da una sottile lamina
trasparente, anch'essa ossea, che formano come una rigida
lama situata dinnanzi alla pinna dorsale. Questi raggi
spiniformi sono i pterigofori, altamente specializzati
e saldati tra loro, che sporgono dal profilo dorsale del
corpo.
E' una specie batipelagica ed è stata osservata
numerose volte nel suo ambiente dalla batisfera di Beebe
(1935) e nello stretto di Messina è stata anche
fotografata e raccolta molto spesso in superficie di notte
oppure gettata dal mare sulle spiagge, che, in caso di
venti favorevoli, può essere presente con decine
di migliaia di individui.
E' caratterizzata da un corpo molto compresso ed elevato
nella parte anteriore e molto sottile in quella posteriore,
per cui gli viene volgarmente attribuito il nome di pesce
accetta, o ascia d'argento.
Non vi sono squame apparenti o se esistono sono estremamente
sottili e caduche. La testa è più alta che
lunga con occhi tubolari diretti in alto e narici piccole,
di cui la posteriore poco più grande, accostate
tra loro e situate circa a metà tra l'estremità
del muso e il margine anteriore dell'orbita.
La bocca è grande, tagliata obliquamente e quasi
verticale e sui bordi di ambedue le mascelle esiste una
serie di denti piccoli e ganciuti, che nella parte anteriore
della mascella superiore sono ricurvi indietro, mentre
nella parte posteriore sono ricurvi in avanti. Altre corte
serie di denti similari si trovano sui palatini. All'angolo
postero-inferiore del pre-opercolo vi sono due spine,
una diretta indietro e una obliquamente in basso e indietro.
I fotofori presenti su ogni lato del corpo sono complessivamente
cinquanta, di cui sul capo uno anteorbitario, uno pre-opercolare,
due opercolari e sei branchiostegali.
La pinna dorsale è preceduta dalla lamina ossea
dei pterigofori. Posterioremente alla dorsale a raggi
molli vi è una pinna adiposa trasparentissima bassa
e lunga. L'anale si origina sulla verticale che passa
per il termine della dorsale ed è caratteristicamente
divisa in due gruppi di raggi e nello spazio interradiale
si trovano incuneati tre organi luminosi che sono i primi
a formarsi nel gruppo dei sei fotofori anali. La codale
è abbastanza ampia e bilobata; le pettorali sono
lunghe e oltrepassano la base delle ventrali che sono
invece ridotte.
Quando è in vita l'animale è ricoperto
nella parte anteriore del corpo e nella zona suborbitale
da una sottilissima pellicola argentea, che è
facilissima da asportare. Gli organi luminosi di giorno
brillano più o meno intensamente di luce rosso-vinosa
con tendenza al violetto che persiste anche per diversi
giorni dopo la morte dell'animale, mentre di notte questa
luminosità sparisce per essere sostituita da
una fosforescenza verdastra che però si estingue
istantaneamente con la morte del soggetto.
Vive tra la superficie e i 3000 m. di fondo. La
maturità sessuale dura tutto l'anno.
Si nutre con organismi dello zooplancton, soprattutto
crostacei.
Si pesca con reti a strascico pelagiche. Nello stretto
di Messina in superficie di notte è abbondante
in tutti i mesi dell'anno.
La dimensione massima riscontrata è di 60 mm.
Diffuso in tutto il Mediterraneo, ad eccezione del mar
di Marmara e del Mar Nero, è presente in tutti
i nostri mari, Adriatico compreso. |