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| Barracudina
coregonoide
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Nome scientifico: Paralepis coregonoides
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Ord.
MICTOFIFORMI
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Fam.
Paralepididae
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Gen.
Paralepis |
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Il
genere si distingue per la presenza di piccole squame
caduche sul corpo, per le pinne ventrali situate al disotto
della dorsale, per i denti mandibolari brevi e per le
branchiospine con varie serie di spinule
Ha corpo snello, allungato, con pelle delicata e fragile,
completamente coperta di squame caduche. La linea laterale,
che si estende in senso quasi rettilineo, consiste in
57-61 sezioni, le ultime delle quali si trovano al disopra
degli ultimi raggi dell'anale. Ogni sezione è provvista
di un poro superiore e uno inferiore, che coincidono con
quelli delle squame sovrapposte, che non differiscono
in grandezza dalle altre del corpo.
La testa è grande, appuntita e lunga circa un quarto
della lunghezza del corpo senza la codale. Occhio grande
circolare, munito di palpebra adiposa poco visibile anteriormente
e ben sviluppata posteriormente. Le aperture nasali sono
due, piccole e situate al disopra o poco posteriormente
della verticale che passa per il termine della mascella
superiore in posizione dorso-laterale. La bocca è
ampia e lunga con apice della mascella superiore che copre
quello mandìbolare come un astuccio. I denti sui
premascellari consistono in una serie anteriore di minuscoli
canini pieghevoli seguiti da 40/80 fissi, disposti come
i dentini di una sega. La mandibola ne porta due serie
piccoli, in parte fissi e in parte pieghevoli, tutti uguali.
La pinna dorsale origina in posizione avanzata rispetto
alle ventrali, l'adiposa al disopra degli ultimi raggi
dell'anale.
La colorazione è carnicino pallido con pigmento
nero sul capo, sul dorso, nonché alla base della
pinna codale. E' una specie batipelagica molto diffusa
nel Mediterraneo. La riproduzione si ha durante tutto
l'anno. Si nutre di Maurolicus mulleri, larve di sardine
e di crostacei. Si cattura occasionalmente con reti pelagiche.
La forma mediterranea non supera i 250 mm.
Diffusa in tutto il Mediterraneo. Segnalata in tutti i
mari italiani, ma sempre con catture occasionali. |
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