Nel
mediterraneo vi sono 4 specie, di cui solo tre sono presenti
lungo le coste italiane.
Corpo allungato non molto compresso lateralmente e ricoperto
di scaglie grosse sui fianchi e più piccole sulla
testa.
La linea laterale segue il profilo del dorso e si stende
anche sulla pinna codale e comprende da 50 a 55 scaglie.
La testa è grossa, con bocca di scarsa apertura
e quasi orizzontale. I denti cardiformi sono disposti
a fasce.
L'occhio è di media grandezza. Le aperture nasali
sono molto evidenti e quella posteriore (ovale) è
situata innanzi al margine anteriore. dell'orbita.
Le pinne dorsali sono due, distinte ma non separate. L'anale
è breve e i suoi raggi spinosi sono esili e flessibili.
La codale è spatolata e varia di forma con l'età,
il lobo superiore è in genere più sporgente
di quello inferiore. Le pettorali sono triangolari e all'incirca
della stessa grandezza delle ventrali.
La vescica natatoria è grande e occupa la cavità
ventrale, è notevole inoltre per la presenza di
numerose appendici ramificate.
La colorazione è grigio plumbeo sul dorso e
sul capo con riflessi bronzei e argentati sui fianchi.
il ventre è bianco e le pinne grigie o brune.
L'interno della bocca è giallo dorato.
Vive in acque poco profonde sulle coste sabbiose aperte
e spesso in vicinanza di estuari o sbocchi di acque
dolci dove entrano i giovani. Come altri scienidi ha
la facoltà di emettere dei rumori dovuti alla
vibrazione della vescica natatoria. Forse si riproduce
nei mesi estivi.
Si nutre di sardine e altri clupeiformi, di saraghi,
mormore, boghe e cefali, che ricerca alle imboccature
delle acque dolci.
Si cattura con le reti a strascico o con robuste reti
da posta del tipo bestinara. In alcune spiagge si pesca
con canna da lancio e mulinello, con amo innescato con
esca viva (boghe).
Può raggiungere i due metri di lunghezza e oltre
100 chili di peso.
Presente su tutte le coste italiane, ma poco comune
ovunque. Più rara nell'Adriatico. |