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Budego
Nome scientifico: Lophius budegassa
Ord. LOFIFORMI
Fam. Lophiidae
Gen. Lophius
 
Vi sono alcuni caratteri che giustificano l'dentità di questa specie:
Lunghezza della spina coracoide od omerale che, a parità di grandezza di esemplari, è maggiore in L. budegassa, essendo compresa da 3,75 a 4,25 volte nella distanza che la separa dal margine anteriore dei premascellari, mentre è da 5,5 a 8 volte in L. piscatorius.
Numero dei denti ai lati del vomere che è maggiore in L. piscatorìus (da 1 a 3) mentre è sempre uno solo in L. budegassa.
Numero dei raggi della seconda pinna dorsale che è maggiore in L. piscalorius (11/12) mentre in L. budegassa è da 8 a 9.
Raggi della pinna anale 10/11 in L. piscatoritis 9 in L. budegassa.
Raggi della pinna pettorale 25/28 in L. piscatorius, 24 in L. budegassa.
Una fascia nera che si nota dal margine esterno della superficie ventrale delle pinne pettorali è stretta e ben delineata in L. piscatoriiis, ampia e sfumata in L. budegassa.
In L. piscatorius il primo raggio della la dorsale (che è detto « Illicio ») termina con due lobi espansi, che gli danno l'aspetto di una T; in L. budegassa invece il lobo è a banderuola meno sviluppata, più sottile, più lungo che largo
La specie, tolte le differenze sopradescritte,  ha le stesse cartteristiche del Lophius. píscatorius.
La tinta predominante è rossastra o marrone rossastro, uniforme, o più o meno maculata di piccoli ocelli biancastrí e bruni, il margine esterno nerastro della superficie ventrale delle pinne pettorali, è ampio e sfumato verso la parte bianca. Il lato ventrale è bianco.
E' una specie bentonica che vive sui fondi costieri misti di sabbia e fango e provvisti di vegetazione e sui fondi fangosi tra 100 e 300 metri, più al largo. L'epoca riproduttiva va dalla fine dell'autunno e all'inizio dell'inverno, e dovrebbe verificarsi verso i fondali maggiori. Si nutre di qualunque organismo vivente passi alla sua portata. Gli stadi postlarvali nel golfo di Trieste, si nutrono di organismi planctonici con una particolare preferenza per i chetognati. Si cattura con reti a strascico e con lenze di fondo o palangresi di qualsiasi tipo. Non supera la lunghezza totale di 80 cm
In Italia è citata ovunque, più abbondante in Adriatico.
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