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Chimera
Nome scientifico:  Chimaera monstrosa
Chimera
Ord. CHIMERIFORMI
Fam. Chimaeridae
Gen. Chimaera
 
I pesci a scheletro cartilagineo sono divisi nelle sottoclassi dei Plagiostomi e degli Olocefali. Quest'ultima è formata dal solo ordine dei Chimeriformi, caratterizzato da un solo paio di fessure branchiali, dalla mascella superiore unita al cranio e dall'assenza della cloaca. Nel mediterraneo è presente la sola specie dei Chimeridi.
La chimera ha testa grossa, piramidale, seguita da un corpo allungato e compresso lateralmente che si assottiglia in un filamento che si prolunga oltre la pinna codale.
La bocca è piccola, in posizione inferiore e con due pliche labiali ai lati. L'apparato dentario ha superiormente quattro placche, due più piccole anteriori col bordo tagliente, striate e prominenti come un beccuccio e due più ampie, posteriori, in opposizione al paio di placche della mascella inferiore. Gli occhi sono grandi. La pelle è liscia e nuda. La linea laterale prosegue anche sulla testa e si ramifica in una serie di canali mucosi che arrivano fino al muso.
L'apertura branchiale, ventro-laterale, è unica in ogni lato con una piega cutanea sotto la gola. Il dimorfismo sessuale si nota per caratteri sessuali secondari (presenza nel maschio di una appendice cefalica curva, spinosa, situata in una depressione avanti agli occhi).
Le pinne dorsali sono due; la prima ha una robustissima spina, col margine posteriore dentellato. L'anale è breve e distinta dalla codale, la quale si prolunga in un filamento lungo. Le pettorali sono triangolari e inserite in posizione ventrale subito dietro l'apertura branchiale. Le ventrali più piccole, sono inserite immediatamente dopo l'apertura anale. Il mascio ha organi copulatori costituiti da due lunghe appendici cartilaginee, trifide all'estremità libera.

Il colore è grigio argento con riflessi violacei e marmoreggiature più scure su lati e sul dorso. Pinne impari bordate di nero. Pinne pari grigio giallastre.
Vive in profondità elevate (oltre i 1000 metri) e in primavera ed estate risale intorno ai 200m. Nuota lentamente, aiutandosi anche con le pettorali. Spesso si appoggia sul fondo appoggiandosi sulle punte delle pinne. Le spine della dorsale sono tossiche  e le punture dolorose.
La fecondazione è interna e le uova (con guscio allungato a baccello) sono deposte due alla volta.
Si ciba di invertebrati e piccoli pesci. Le sue dimensioni raggiungono i 150 cm e si cattura cpn palangresi e reti a strascico.
Nelle coste italiane è più comune nel Tirreno e nello Jonio

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