 |
 |
|
|
Coda
brillante
|
| Nome
scientifico: Lobianchia difleini |
|
Ord.
MICTOFIFORMI
|
Fam.
Myctophidae |
Gen.
Lobianchia
|
|
|
| |
Simile
alla specie congenere, da cui differisce per un minor
numero di raggi della dorsale, per la taglia relativa
alla maturità sessuale, per la disposizione di
alcuni organi luminosi e per le diverse aree di diffusione.
Il corpo, moderatamente robusto, ha l'altezza maggiore
in corrispondenza dello inizio della pinna dorsale ed
è ricoperto di squame cicloidi e molto caduche,
specialmente negli esemplari più grandi; quelle
della linea laterale, che variano tra 34 e 36, posseggono
come nell'altra specie, una stretta intaccatuira centrale
nel margine libero posteriore.
La testa è massiccia con profilo anteriore camuso,
ha occhio non molto grande, ma di diametro maggiore nei
maschi. La bocca è assai ampia, terminale, tagliata
un poco obliquamente, che arriva con la sua apertura fino
ai margine del preopercolo. I denti sono picccoli, aghiformi
o villiformi, disposti in fasce fitte e larghe sui premascellari
e sui dentari, una stretta e lunga di denti più
piccoli su ogni palatino e una placca ovale o tondeggiante
di simili denti su ogni pterigoide, nonché pochi
minuscoli dentini su ogni lato del vomere.
Gli organi luminosi mostrano una disposizione generale
molto simile a quella dell'altra specie. Le differenze
che distinguono questa specie sono: un minor numero di
fotofori della serie anale, in genere 10; la posizione
del quarto della serie precodale che è molto distaccato
dai primi tre e posto più in alto, vicino all'estremità
della linea laterale alla base dei raggi mediani della
pinna codale; il sopraventrale e il posteriore laterale
posti più in alto, nonché una diversa disposizione
della serie sopranale.
Anche le squame luminose infracaudali delle femmine e
quelle sopracodali dei maschi differiscono in numero e
disposizione.
La disposizione delle pinne è quasi identica nelle
due specie; ma la dorsale ha un raggio di meno e l'inizio
dell'anale si trova al disotto dello spazio interradiale
tra le basi degli ultimi due raggi della dorsale.
La colorazione è simile a quella della specie congenere.
E' un pesce gregario, batipelagico, che possiede una vescica
natatoria ben sviluppata e che è capace di compiere
ampie migrazioni verticali diurne e notturne dalla superficie
a profondità rilevanti. Si trova in genere soltanto
in zone dove la profondità supera i 500 metri.
Esiste un dimorfismo sessuale evidente: nei maschi vi
è concentrazione di pigmento nero sul lato dorsale
del peduncolo codale, che si evolve in una ghiandola luminosa
sopracodale; nelle femmine questa ghiandola è più
piccola, in posizione opposta. Sembra che solo nelle aree
di riproduzione, lo sviluppo e la maturazione delle gonadi
si manifesta con lo sviluppo di tali ghiandole. Si nutre
di organismi dello zooplancton. Si cattura con reti pelagiche
a grande apertura. Arriva alla dimensione di circa 5 cm.
Presente nei mari italiani, dipiù nel Tirreno centrale |
|
|
|
|
|
|
 |
 |
|