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Costardella
Nome scientifico:  Scomberesox saurus
Costardella
Ord. BELONIFORMI
Fam. Scomberesocidac
Gen. Scomberesox
 
Ha corpo affusolato e allungato e da un becco, formato da un prolungamento delle mascelle che è più accentuato in quella inferiore che è lievemente più lunga e terminante in una piccola appendice carnosa. I denti sono piccoli, deboli e appuntiti. Le pinne dorsale e anale sono corte, basse. Le pinne ventrali sono inserite molto indietro e sono piccole come anche le pettorali che sono situate in alto, all'altezza dell'occhio circa. La codale è formata da due lobi uguali e ben distinti che le danno un aspetto abbastanza forcuto. Le squame di cui è coperto il corpo sono piccole, sottili e caduche. La testa è piuttosto schiacciata in senso dorso-ventrale e l'occhio è relativamente grande con iride argentea
La colorazione è blu acciaio verdastro dorsalmente con i fianchi azzurrastri e argentei brillanti. Le pinne sono scure meno le pinnule che sono biancastre translucide. spesso finiscono nel becco degli uccelli marini
E' una specie pelagica che nuota in superficie. Al momento della riproduzione si avvicinano verso terra, ma non giungono mai in vicinanza delle coste. Sono di abitudini gregarie e formano dei banchi di molte migliaia di individui che sono braccati dai tonni e da delfini. Quando sono inseguiti cercano scampo saltando fuori dell'acqua. Sono voraci carnivori e si nutrono esclusivamente di organismi planctonici, piccoli crostacei, chetognati, larve di pesci e di molluschi, stadi giovanili di clupeidi e di altri pesci. Nello Stretto di Messina le uova di questa specie si pescano nei mesi da novembre a gennaio e nel golfo di Napoli dal mese di ottobre a dicembre. Nel gennaio-marzo già si trovano stadi giovanili lunghi 12-25 mm. In questi stadi non si nota ancora la presenza del becco che incomincia a svilupparsi solo quando hanno raggiunto i 40 mm. La lunghezza massima degli adulti è tra i 35 e i 40 cm. Sono oggetto di pesca speciale che viene eseguita con una speciale rete a fonte. Nello stretto di Messina venivano catturate frequentemente catturate con rete di circuizione con l'ausilio di una barca principale (raustina) e di una più piccola (untru, usata come punto di partenza e di arrivo nella cicuizione. Un'altra barca (bacca 'i stagghiu) veniva usata per tagliare la strada al banco e da cui venivano lanciati sassi bianchi per impaurire e fermare la corsa dei pesci
Comune in tutto il Mediterraneo. Molto comune nei mari italiani, tranne l'Adriatico settentrionale, dove è rara.
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