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Drago
di mare
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scientifico: Stomias boa |
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Ord.
CLUPEIFORMI
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Fam.
Stomatidae |
Gen.
Stomias |
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Corpo
snello allungato, talvolta un poco rigonfio nella parte
centrale, ricoperto di squame sottilissime esagonali,
trasparenti e non sovrapposte, ognuna delle quali occupa
una area esagonale pigmentata che contiene uno o più
fotofori e disposte in sei serie longitudinali su ogni
lato dei fianchi.
La testa è relativamente piccola, più lunga
che alta con occhio circolare di diametro uguale alla
lunghezza dello spazio interorbitario, muso corto e bocca
enorme, la cui apertura è lunga quanto tutta la
testa. Le mascelle sono protrattili e quella inferiore
è prominente, ambedue formidabilmente armate con
denti del tipo di quelli del veleno nelle vipere, appuntiti
e ganciuti, che sono in numero di cinque su ogni lato
del premascellare superiore, di cuì il secondo
e il quarto più lunghi, mentre sono piccolissìmi
e rivolti indietro come una lametta di sega quelli del
mascellare, che forma la metà posteriore della
mascella superiore. Sulla mandibola ve ne sono due piccoli
e vicini alla sinfisi seguiti da due grandi di cui il
secondo è in genere maggiore. Un dente per parte
sul vomere e due in fila su ogni palatino, ben distanziati
tra loro, tutti dello stesso tipo dei mandibolari.
Al disotto della mandibola è situato un barbiglio
carnoso, che è sempre più lungo della testa
e termina con un bulbo ritenuto luminoso e guarnito da
tre filamenti sottili e semplici.
I fotofori sulla serie ventrale variano tra 82 e 88. Sul
capo ve n'è uno post-orbitale e una serie di piccoli
fotofori corrispondenti ad ogni raggio branchiostegale
(17-18). Quelli piccoli che compaiono nelle singole zone
esagonali pigmentate sono in genere uno per esagono, ma
possono anche essere un ridotto gruppetto di minuscoli
puntini luminosi.
La pinna dorsale e l'anale sono contrapposte e spostate
molto indietro, vicine alla codale che è forcuta,
l'anale si origina un poco più avanti; le pettorali
sono inserite molto in basso immediatamente dietro il
margine posteriore dell'opercolo e le ventrali, piuttosto
allungate, hanno la base più vicina alla coda che
al capo.
Colore bruno scuro - nero asfalto nel lato dorsale e ventrale,
con i lati argenteo iridiscenti.
Il barbiglio è color carne con macchia rossastra
alla base del bulbo, i filamenti sono scuri. E' una specie
batipelagica che vive in profondità variabili tra
la superficie e oltre i 1000 metri. Dopo l'accrescimento
larvale (fino a 50 mm), inizia lo stadio di riduzione
fino a 20 mm, in cui appaiono i fotofori pigmentati. Allo
stadio di 37 mm ha già tutte le caratteristiche
di un giovane, ma è ancora trasparente.
Si nutre anche di pesci. Si cattura con reti a strascico
o reti reti pelagiche trainate.
Nello stretto di Messina si trova in superficie nei mesi
di aprile e maggio, spesso spiaggiato ad agosto - settembre.
Puo' raggiungere i 30cm di lunghezza
Presente ovunque nei mari italiani, più comune
nel Tirreno centrale e nello stretto di Messina. |
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