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| Garizzo |
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scientifico: Maena chryselis |
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Ord.
PERCIFORMI
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Fam.
Centracanthiddi |
Gen.
Maena |
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Si
distingue per la lunghezza della testa che è all'incirca
uguale all'altezza massima del corpo, mentre nella mennola
(M. maena) è sempre inferiore e nello zerro (M.
smaris) è sempre superiore.
Il diametro oculare è maggiore dello spazio preorbitale
e interorbitale. La parte spinosa della pinna dorsale
è più alta della parte a raggi molli e l'incisione
tra le due parti è lievemente più accentuata.
Sulla linea laterale si contano da 70 a 80 scaglie (da
70 a 75 nella mennola e da 80 a 90 nello zerro). il corpo,
meno allungato e molto alto, è coperto di scaglie
ctenoidi, distribuite su quattro serie al di sopra della
linea laterale e da 12 al di sotto. L'occhio è
leggermente ovale. Nelle femmine adulte lo spazio preorbitario
è lieevmente maggiore e uguale al diametro oculare,
e così pure all'incirca nei maschi adulti. Il muso
è più appuntito di quello della mennola,
la bocca molto protrattile, è un poco più
ampia e munita, nei maschi adulti, superiormente di sei
denti coniformi ricurvi all'indietro e inferiormente di
4 canini obliqui prominenti. Il vomere è generalmente
privo di denti e con pochi denti. Una sensibile differenza
si nota nelle pinne pari, la dorsale infatti non è
uniforme di altezza come si verifica nella mennola, ma
ha un margine più ondulato, una altezza maggiore
e nei maschi adulti è anche proporzionalmente più
lunga. Anche l'anale è sensibilmente più
alta e un poco più corta poiché il suo ultimo
raggio si inserisce all' incirca alla stessa altezza dell'ultimi
della dorsale. Le altre pinne sono su per giù dello
stesso tipo di quelle delle specie congeneri.
Le femmine sono molto più chiare. Gli esemplari
giovani sono grigiastri metallici, più scuri sulla
nuca, più argentati sul ventre. La macchia quadrangolare
dei fianchi, sempre presente, occupa tre file longitudinali
di scaglie e da 5 verticali (femmine) a 6/7 (maschi) e
7/8 (giovani). Le femmine ed i maschi si distinguono per
le macchie azzurre e gialle più numerose e più
brillanti nei maschi, che si estendono più o meno
sulla testa e meno nettamente sulle pinne dorsale e codale.
La membrana interradiale è grigiastra, ed i due
primi spazi sono nerastri. Una macchia brunastra si nota
alla base delle pettorali, che sono giallo arancio (grigio-giallo
nei giovani) e le ventrali giallastre con pigmentazione
nera, che nella livrea nuziale si intensifica e le fa
apparire quasi interamente nere. L'anale è più
chiara della dorsale e non porta macchie.
E' una specie gregaria non migratrice, il cui habitat
si estende verso profondità maggiori tra i 70 e
i 130 metri circa, su fondali in prevalenza fangosi.
All'epoca della riproduzione (metà di marzo - metà
maggio), i maschi si radunano sul fondo, mentre le femmine
restano ad un livello superiore. Le uova sono fecondate
mentre discendono lentamente dall'alto e passano attraverso
il gruppo dei maschi. Compiuta la riproduzione si disperdono
verso il largo. Questa specie è ermafrodita proteroginica
con inversione sessuale.
Si nutre di organismi planctonici (copepodi, tintinnoidei,
decapodi e loro larve, piccoli molluschi, chetognati e
tunicati e soprattutto abbondanti dinoflagellati), raramente
di diatomee e pesci (Gobius).
Si pesca con reti a strascico o con reti di circuizione
o con reti speciali adatte partìcolarmente alla
pesca nel periodo della riproduzione. La taglia massima
delle femmine arriva ai 16 cm., mentre quella dei maschi
supera di poco i 18.
Specie essenzialmente mediterranea |
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