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Maurolico
Nome scientifico:  Maurolicus muelleri
Maurolico
Ord. CLUPEIFORMI
Fam. Gonostomatidae
Gen. Maurolicus
 
Il genere fu stabilito dal naturalista siciliano Cocco sulla nuova specie da lui trovata nel mare di Messina.
Ha corpo compresso, fusiforme, coperto di squame grandi, sottili ed estremamente caduche che gli dà l'aspetto di avere la pelle nuda.
La testa ha occhio grande. La bocca è obliqua, ampia e porta una serie di denti minuscoli e sottili in ambo le mascelle. La mandibola è prominente e si incassa nella mascella. Le narici sono piccole, accostate tra loro e quella posteriore, che è poco più grande, è situata circa al centro del muso.
I fotofori sono cospicui, ma non convessi e appaiono come impressioni sulla pelle, la serie inferiore, dall'istmo alla base, della codale, ne porta in media complesisvamente 49. Caratteristico è l'organo allungato luminoso che si trova all'inizio dell'anale. Nel capo vi è un fotoforo preorbitario situato dietro le aperture nasali, uno suborbitario, tre nello opercolo, uno su ogni lato della sinfisi mandibolare e sei alla base, dei raggi di ogni membrana branchiostega. In tutto 69.
La pinna dorsale inizia circa nel punto mediano del corpo e poco inanzi alle ventrali; la anale, che ha i raggi anteriori più lunghi, inizia all'altezza del termine della dorsale; la dorsale adiposa è abbastanza lunga ma bassa; le pettorali, inserite in basso sono più lunghe delle ventrali, ma non le raggiungono, mentre queste ultime arrivano all'inizio della anale; la codale è forcuta.
Il colore è bruno scuro sul dorso con una linea bianca a zig-zag nella prima metà del corpo fino all'inizio della dorsale, che si attenua e sparisce in seguito. Bianco argenteo sui fianchi, fotofori rosso vinoso e luminescenza verdastra.
Specie più frequente e più abbondante che si rinviene nello stomaco delle alalonghe. E' una specie gregaria e abisso-pelagica, vivente nella zona compresa tra 0 e 500 metri (spesso si trovano in superficie di notte). Nello stretto di Messina, viene catturata durante tutto l'anno e nei mesi tra Dicembre e Aprile accorre sotto le luce delle lampade. Nella spiaggia di Finale Ligure si trovano spesso spiaggiati grandi quantità di questo pesce e dai suoi fotofori emana un odore di ozono, che a S. Remo hanno scambiato con odore di cocomero, da cui il nome dialettale Pesce cocomero. La maturità sessuale è raggiunta a uno stadio di 50 mm (senza la codale). La crescita è regolare e si verifica senza fenomeni riduttivi e anche i fotofori compaiono gradualmente fino al numero definitivo. L'alimentazione è formata da crostacei planctonici soprattutto copepodi. Si cattura con retini a mano sotto la luce, nelle reti speciali da traino pelagico per scopi scientifici e occasionalmente nelle sciabiche da bianchetti. Supera i 75 mm.
Sulle coste italiane presente nello Stretto di Messina e nel Mar Ligure. Abbondante anche nell'Adriatico centrale.
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