Benvenuto!
Adv
 
Miro
Nome scientifico: Echelus myrus
Miro
Ord. ANGUILLIFORMI
Fam. Echelidae
Gen. Echelus
 
Ha corpo allungato, quasi cilindrico, più compresso verso la coda, con pelle priva di squame e linea laterale costituita da una serie di 51 pori non molto evidenti. L'apertura anale è posta avanti la metà del corpo. La testa è coperta da un reticolo di pori sensoriali evidenti. L'occhio, quasi circolare, è ricoperto da una membrana trasparentissima in vita ed ha pupilla circolare. Le narici anteriori sboccano alla estremità di due corti tubicini, il cui bordo libero è trilobato. Quelle posteriori consistono in un poro ovale situato sul bordo del labbro superiore, ricoperto da un lobo dermico col margine libero frastagliato. La bocca si apre oltre la verticale che passa per il margine posteriore dell'orbita e la lingua aderisce completamente al pavimento boccale con margini abbastanza liberi. La dentatura è formata da denti disposti a scardasso (alcuni più lunghi, conici, abbastanza appuntiti e ricurvi, situati nei dentari, premascellari, mascellari e nella placca intermascellare; altri, conici ma più massicci e lievemente smussati, sul vomero-pterigoide).
La pinna dorsale inizia posteriormente alla pettorale e confluisce con l'anale attraverso la codale che è presente e non ricoperta dal parenchima. Le pettorali sono ben sviluppate e posseggono da 10 a 12 raggi. La riproduzione va da luglio a settembre e le prelarve escono, dopo circa 6 giorni, già provviste di denti e di pigmento. Si nutre di crostacei, molluschi e altri invertebrati, di pesci.
La tinta del dorso è fulva, più scura sul capo e biancastra nella regione ventrale. Sulla testa vi sono diverse macchie bianche corrispondenti al reticolo sensoriale. Le pinne dorsale e anale sono biancastre col margine esterno nerastro e le pettorali rosate o grigio molto chiaro. L'iride è dorata.
E' una specie bentonica che trascorre gran parte del tempo semi-seppellita nel fango del fondo, a profondità variabili tra i 5 e i 150 metri. Lascia sporgere la testa dal foro in cui sta nascosta, ma al minimo accenno di pericolo si ritira completamente nell'interno. Viene catturato quasi esclusivamente con le reti a strascico dei motopescherecci e nello Stretto di Messina viene usato come esca per i dentici. Raggiunge quasi gli 80 cm di lunghezza totale
Citato su tutte le coste italiane, più comune nel Tirreno.
Home
Back
Print
Send
Adv
 
Adv