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Occhi verdi
Nome scientifico: Chlorophtalmus agassizi
Occhi verdi
Ord. MICTOFIFORMI
Fam. Chlorophthalmidae
Gen. Chlorophthalmus
 
Ha corpo corto, cilindriforme, rastremantesi verso il peduncolo codale, ricoperto di squame cicloidi striate con cerchi concentrici e col margine libero posteriore dentellato. Nella linea laterale vi sono 50-55 scaglie con dei pori e hanno il margine libero dentellato più profondamente.
La testa è grande, depressa, ricoperta da una rete di canali e pori sensori, con occhio enorme, ellittico e situato in posizione dorso-laterale. Le narici posteriori sono ampie, situate circa alla metà del muso, in posizione dorsale e sono aderenti a quelle anteriori, molto più piccole e protette da una breve linguetta cutanea.
La bocca non è molto ampia, la sua apertura arriva all'incirca sotto il margine anteriore dell'orbita o poco innanzi. La mandibola è prominente e la sua sinfisi superiore è costituita da una placca ossea munita di denti e di numerose protuberanze ossee, mentre quella inferiore ne porta solo tre, che formano un triangolo concavo.
I denti, minuscoli e uniformi, sono presenti sulle mascelle, sul vomere e sui palatini, dove sono pochi appena percettibili e situati anteriormente Sono quasi tutti pieghevoli. Anche la lingua è fornita di minuscoli denticoli.
La pinna dorsale ha il 2°, 3° e 4° raggio pìù lunghi ed è inserita innanzi all'origine delle ventrali. Quella adiposa è situata al disopra dell'anale o poco innanzi; la codale è forcuta e le pettorali ben sviluppate.
Colore del corpo bruno-grigiastro con ampie chiazze nerastre nella zona dorsale, più evidenti nei giovani. Pinne grigiastre, iride verde e pupille verde smeraldo.
E' una specie bentonica e sedentaria che vive tra i 150 e i 700 metri su fondali fangosi. E' notevolmente abbondante e i grossi esemplari si trovano in genere oltre i 300 m. di profondità. Nello stretto di Messina si trovano in superficie tra ottobre e febbraio esemplari giovani. La priproduzione avviene in estate nel Mediterraneo e le larve sono pelagiche. Si nutre di organismi invertebrati bentonici. Viene catturata con reti a strascico dei motopescherecci di altura. Hanno carne discreta, ma poco saporita e molle. Puo' arrivare ai 210 mm di lunghezza.
Nei mari italiani è molto comune nel Tirreno, raro in Adriatico.
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