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Pagro azzurro
Nome scientifico:  Pagrus herenbergi
Pagro azzurro
Ord. PERCIFORMI
Fam. Sparidae
Gen. Pagrus
 
Probabile l'inversione sessuale negli individui superiori ai 50 cm di lunghezza.
Corpo massiccio un poco compresso lateralmente con profilo dorsale molto arcuato e piuttosto rettilineo nella parte ventrale e con curva accentuata verso il peduncolo codale. Le squame sono grandi (50-54 lungo la linea laterale che segue il profilo del dorso).
La testa, robusta, ha profilo anteriore ripido e curvo che si raccorda perfettamente col profilo dorsale. Gli occhi sono di media grandezza e avanti a essi vi sono le aperture nasali di cui l'anteriore è piccola e circolare, la posteriore allungata. La bocca si apre in posizione inferiore e ha robuste mascelle di lunghezza quasi uguale, con denti conici anteriormente e molariformi posteriormente. In quella superiore esistono due denti più grossi, caniniformi su ogni lato, seguiti da due file di denti molariformi, che negli esemplari grossi divengono tre e anche quattro. Nella mascella inferiore vi è la stessa disposizione, solo che i canini frontali sono sei invece di quattro.
La pinna dorsale è unica con primi due raggi spinosi molto corti mentre il terzo è sviluppatissimo, specialmente negli esemplari giovani. Tutte le altre pinne sono molto simili a quelle del Pagrus auriga.
Il corpo è di color rosa violaceo con riflessi argentei sui fianchi e biancastro argenteo sul ventre. Al disopra e subito al disotto della linea laterale si notano una serie di punti celesti variamente disposti che appaiono più evidenti dopo la cattura per poi sparire completamente dopo un certo tempo. Le pinne sono rosate, meno l'anale che è azzurrastra e la codale che a volte quasi di color carminio.
Nel periodo nuziale  i maschi assumono una colorazione ocracea dorata che, più evidente sul muso, si diffonde sulla testa e talvolta anche sul dorso e sui fianchi. Sono caratteristiche in questo periodo le strisce che appaiono sopra gli occhi e la tinta ocracea del muso che talvolta è così chiara da far pensare ad albinismo.
Abita le acque di temperatura piuttosto elevata, tra i 30 e i 50 metri su fondali sabbiosi o fangosi. Nel periodo riproduttivo si raduna in prossimità della costa in grandi masse, dove sono favorevoli le condizioni fisico-chimiche delle acque. Conduce vita erratica ma in zone relativamente non molto ampie.
La riproduzione si ha in primavera avanzata. Gli esemplari si concentrano nelle zone favorevoli e appena compiuta la deposizione si allontanano rapidamente.
Si nutre di molluschi bivalvi e gasteropodi, crostacei decapodi e pesci di varie specie. Mangiano anche polpi e vermi.
Si pesca con reti a strascico. Raggiunge i 66 cm, normalmente tra i 39 e i 50 cm.
 Sulle coste italiane è stata catturata certamente solo in Sicilia.
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