Benvenuto!
Adv
 
Passera nera
Nome scientifico: Platichthys flesus flesus
Passera nera
Ord. PLEURONETTIFORMI
Fam. Pleuronectidae
Gen. Platichthys
 
Genere caratterizzato dalla presenza di denti mascellari conici ottusi o incisiviformi e da denti faringei inferiori ottusi o molariformi disposti in diverse file sulle ossa faringee che sono larghe e massicce. Alcuni individui hanno pigmentazione su ambo i lati del corpo (bicolorati) ed altri in cui gli occhi e la pigmentazione si trovano sul lato sinistro invece che sul destro.
Ha corpo ovale coperto sul lato oculare di squame cicloidi, completamente incapsulate nolla pelle e non visibili, e di tubercoli ossei variamente sviluppati. La linea laterale è presente su ambedue i lati, è debolmente arcuata sopra le pinne pettorali e si estende con una breve ramificazione nella zona sopra-temporale. Su di essa si contano circa 80 pori. La testa ha normalmente gli occhi sul lato destro, l'inferiore leggermente più avanti, separato dal superiore da una bassa e stretta cresta ossea più o meno rugosa. I denti mascellari normalmente sono in unica serie. Le ossa faringee inferiori sono più ampie rispetto alla lunghezza della sottospecie P.f. italicus. Altro carattere distintivo è il numero dei raggi della dorsale, che è suscettibile di maggiori variazioni (52-67 contro 58-62) e quello dell'anale (36-46 contro 41-54), in genere ambedue portano un numero maggiore di raggi della sottospecie italicus. Il margine della codale è meno arrotondato e più troncato, le pettorali e ventrali quasi uguali
La colorazione è brunastra, grigiastra ed olivastra, più o meno chiazzata di scuro, talvolta con macchie arrotondate nerastre o aranciate. Lato cieco bianco niveo, con eventuali chiazze brune. Pinne dorsale e codale spesso con macchie o strisce nerastre.
E' la specie di pleuronettiforme che resiste di più alla variazione di salinità. Riesce a  vivere in acque completamente dolci e nei grandi fiumi si trova anche a notevole distanza dalla foce. Le larve pelagiche si dirigono verso le coste dove si radunano i giovani che penetrano in quantità negli estuari. Si nutre di piccoli crostacei, molluschi gasteropodi bivalvi, anellidi e minuscoli pesci. Si cattura con reti a strascico, con le sciabiche e con ami. Puo' crescere fino a 50 cm
Non è certo se gli esemplari italiani del Tirreno e della Sardegna debbano attribuirsi a questa sottospecie.
Home
Back
Print
Send
Adv
 
Adv