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Pesce fico
Nome scientifico:  Gadiculus argenteus argentus
Pesce fico
Ord. GADIFORMI
Fam. Gadidae
Gen. Gadiculus
 
Genere caratterizzato per le tre pinne dorsali e le due anali, per la mancanza di barbiglio sul mento, per la mandibola prominente e la bocca obliqua, per gli occhi grandi e la presenza di cavità mucose nel cranio.
Ha corpo compresso lateralmente, che si assottiglia verso il peduncolo codale. Il profilo del dorso e quello ventrale appaiono come ondulati per dei lievi avvallamenti negli spazi tra le pinne. Le squame sono relativamente grandi e caduche (53-58 nella linea laterale).
La testa è massiccia, con occhio enorme, di diametro molto superiore alla lunghezza del muso. Nella zona interorbitaria vi sono cinque cavità mucose, di cui una centrale ovale con la base larga che si prolunga indietro assottigliandosi a punta. Altre due cavità fiancheggiano quella centrale in maniera simile nella metà posteriore dell'orbita.
La bocca, tagliata obliquamente è molto ampia, ha mandibola prominente ed è munita di denti minutissimi, granuliforni e disposti a fasce su ambedue le mascelle. Talvolta ne esistono alcuni sulla testa del vomere.
Le dorsali sono tre, separate tra loro e con la base un poco prominente sulla linea del dorso, le anali due anch'esse abbastanza separate tra loro, la codale ha il margine posteriore lievemente incavato al centro, le pettorali sono brevi e le ventrali inserite in posizione leggermente anteriore alla base delle pettorali.
Ha corpo rosa-ocraceo, con ventre e guance argentee, pezzi opercolari argentei, pinne roseo-trasparenti.
Vive in profondità abbastanza elevate, dai 200 e ai 1000 metri. La maturazione sessuale si verifica in dicembre-gennaio. Fino allo stadio di 40 mm conducono vita pelagica e successivamente migrano verso il fondo. Si nutre di crostacei, vermi e altri organismi animali. Si pesca con lo strascico, ma non ha valore commerciale. La misura media è tra i 70 e i 90 mm (lunghezza totale).
Si trova nel bacino occidentale del Mediterraneo sulle coste marocchine, algerine e tunisine in Africa, e su quelle spagnole francesi e italiane in Europa. Presente anche in Adriatico.
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