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Pesce violino
Nome scientifico:  Rhinobatos rhinobatos
Pesce violino
Ord. RAIFORMI
Fam. Rhinobatidae
Gen. Rhinobatos
 
Le specie appartenenti a questa famiglia sono chiamati in tutto il mondo, con termini derivati dalla forma del corpo, che ricorda quella della chitarra e del violino. 
Il tronco è schiacciato dorso-ventralmente nella metà anteriore e si prolunga in avanti con un muso triangolare che porta al centro due creste rostrali cartilaginee.
Gli occhi sono posti sul lato dorsale, immediatamente al disopra degli spiracoli e portano un lembo cutaneo che sporge sopra la pupilla. 
Sulla faccia ventrale si apre la bocca, piccola e con le mascelle ricoperte ciascuna da una ottantina di serie di piccoli denti arrotondati e disposti a mosaico, le fessure branchiali in numero di cinque per parte e le aperture nasali.
La pelle è ricoperta da una zigrino molto fine, un poco più ruvido sul muso e finissimo nel lato ventrale che sembra liscio. Lungo la linea mediana del dorso esiste una serie di piccole spine che nei giovani sono più acuminate e altre due o tre se ne notano nella regione scapolare.
Le pinne dorsali sono due, quasi uguali, col margine anteriore appena convesso e quello posteriore tagliato dritto. La codale non ha lobo inferiore distinto e il suo margine posteriore è tagliato netto. Le pinne pettorali sono ampie e saldate senza soluzione di continuità alla testa e al muso. Le ventrali sono ampiamente separate tra loro nella parte posteriore e abbastanza sviluppate.
La colorazione è variabile sul nocciola più o meno ocraceo o grigiastro nella parte dorsale, la zona ventrale è bianca. Le pinne dorsali e codale sono più scure e marginate di bianco sporco. Vive sui fondi sabbiosi o fangosi, in basse profondità seppellita a metà nella sabbia o nel fango. Quando nuota si sposta lentamente e in vicinanza del fondo.
La riproduzione è' ovovivipara e il periodo della riproduzione va da febbraio a luglio. Si nutre di crostacei e molluschi gasteropodi e lamellibranchi. Raggiunge 1 metro di lunghezza.. Si cattura con reti a strascico e sciabiche. La sua carne, mangiata salata e seccata, è scadente.
In Italia si trova nelle zone meridionali, particolarmente in Sicilia.
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