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| Sagri' |
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scientifico: Centrophorus granulosus |
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Ord.
SQUALIFORMI
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Fam.
Squalidae |
Gen.
Centrophorus |
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Si
distingue per le spine delle dorsali (scanalate lateralmente),
i denti diversi nelle due mascelle (sempre pero'
con una sola cuspide centrale), la forma delle pinne pettorali
che hanno l'apice interno appuntito e più o meno
allungato.
Specie batipelagica con corpo fusiforme e muso allungato
e depresso. Occhio grande, ellittico, spiracoli ampi col
margine inferiore allo stesso livello di quello superiore
dell'orbita oculare. Bocca armata da denti di forma differente
sulle due mascelle, di cui 40 superiormente e 30 inferiormente,
questi ultimi col margine lievemente seghettato. Le aperture
nasali sono ampie e più vicine all'estremità
del muso che alla bocca. Il corpo è ricoperto di
denticoli dermici molto ruvidi, ma non acuminati e disposti
molto vicini tra loro, a mosaico, non sovrapposti.
Le pinne dorsali sono due, simili tra loro, con apice
posteriore allungato e appuntito. L'apice posteriore della
seconda dorsale arriva quasi al lobo superiore della codale
e si spinge oltre l'altezza dell'inizio di quello inferiore.
L'anale manca e la codale ha i lobi superiore e inferiore
ben distinti. Le pettorali sono ampie, in genere un po'
sfrangiate e con l'apice posteriore allungato e appuntito.
Quello posteriore delle pelviche arriva all'altezza dell'inizio
della seconda dorsale.
La colorazione è grigio violacea, più scura
sul dorso e più chiara sui fianchi, bianca sul
ventre. La pupilla è verde giada. Vive in profondità,
fino a 500 metri e risale dai fondi fangosi, sulle secche
a coralline, ma non oltre i 150 metri. Si riproduce durante
tutto l'anno. Le femmine contengono, nella capsula, sempre
un solo uovo fecondato, e quindi un solo embrione nell'utero.
Si nutre di pesci bentonici. Si pesca con i palangresi
di fondo e con reti a strascico.
La carne non è buona e il fegato è ricchissimo
di olio limpido ma povero di vitamina A.
Lo zigrino un tempo era molto ricercato. Arriva ad un
massimo di 150 cm di lunghezza totale.
Sulle coste italiane è molto comune in Sicilia
e nel Tirreno, ma non nell'Adriatico. |
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