Al
genere Euscarus sono attribuite due specie, di cui una
presente nel Mediterraneo.
Il corpo è ovale con testa lunga quanto l'altezza
massima del corpo. Il peduncolo codale è alto
e compresso lateralmente. Le squame sono grosse e cicloidi
embricate (23-25 sulla linea laterale). L'occhio e la
bocca sono relativamente piccoli. Il labbro superiore
è doppio e copre i denti saldati in modo completo
in due placche in ogni mascella. Il bordo di tali placche
hanno un bordo libero tagliente, per la presenza di una
dentellatura. Possiede forti denti faringei disposti in
due fasce su due ossa alla base del cranio e inferiormente
denti a mosaico su un osso.
L'unica pinna dorsale è formata anteriormente da
raggi spinosi e posteriormente da raggi mollii. L'anale
è abbastanza sviluppata e la codale (con base ricoperta
dalle squame del peduncolo), ha il margine libero posteriore
appena tondeggiante. Le pettorali sono leggermente arcuate
e le ventrali piccole.
La colorazione è il grigio ardesia, tendente al
grigio azzurro, ma sono frequenti gli esemplari con colori
dominanti rosso cinabro o verde bottiglia, più
o meno macchiati di bruno, arancio, giallo canarino e
grigio azzurro.
E' un pesce sedentario, delle zone scogliose poco profonde,
ma inoltra anche nelle praterie di posìdonie, fino
a una ventina di metri dì profondità.
La riproduzione avviene da agosto a settembre e le uova
sono sferiche, piccole e galleggianti. Lo sviluppo embrionale
è rapido.
Si ciba di alghe incrostanti e di fanerogame marine, che
strappa con i denti a forma di becco e che tritura con
i denti faringei.
Si pesca con i tramagli. La sua carne era un tempo apprezzata
dai Romani
Le dimensioni non superano i 50 cm.
Nei mari italiani non si spinge a nord della Sicilia salvo
che nell'Adriatico orientale |
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