E'
panciuto e tozzo, con forma di fuso molto ingrossato al
centro. Si riconosce per il muso conico e appuntito, le
aperture branchiali molto ampie e la coda molto grossa,
semilunare, col lobo inferiore molto sviluppato e di poco
più corto del superiore.
La pelle è coperta di scaglie piccolissime sovrapposte
a embrice munite di 3 carene e 3 dentelli. Passando la
mano sul corpo sembra vellutato. Differisce dalla sua
famiglia per il colore e per i denti, che sono a pugnale
acuminatissimo, con una grande cuspide centrale e due
piccole laterali e non posseggono bordo seghettato ma
un filo tagliente come un rasoio. Ve ne sono da 24 a 32
superiormente e da 14 a 25 nella mascella inferiore.
Le pinne dorsali sono due: la prima con forma triangolare
con apice arrotondato e la seconda molto piccola e opposta
all'anale. Il peduncolo codale è molto sottile
e si allarga orizzontalmente in due chiglie laterali.
Colore grigio bluastro o nero ardesia superiormente e
bianco nella parte ventrale E' pelagico e vive sia in
superficie che in profondità, inseguendo i branchi
di pesci azzurri, soprattutto acciughe, sarde e aringhe.
E' combattivo e pericoloso per l'uomo. Gli embrioni si
sviluppano nell'utero della femmina e di regola sono due
per ogni ovidotto. Alla nascita i piccoli hanno già
la taglia di 60 cm.
Si nutre di sarde, alici, aringhe, sgombri, palamite,
tonni, calamari e altri cefalopodi. Aggredisce con una
violenza e velocità. I pescatori che catturano
i tonni con le lenze spesso si vedono strappare dall'amo
il tonno appena agganciato. La carne è molto apprezzata,
perché bianchissima e tenera. Viene soprattutto
consumata in Italia dove sovente passa per pesce-spada.
Ha il gusto della carne del vitello. In alcune nazioni
viene anche scatolata. Arriva fino a 4 metri di lunghezza
e 500 kg di peso.
Nel Mediterraneo non spinge più a oriente dell'Adriatico,
dove è molto raro. |
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