Per
le diversità dovuta ai luoghi in cui abita ha spesso
una nomenclatura trinomiale
Ha corpo ovaliforme allungato con la testa sul lato destro.
La pelle è ricoperta di squame piccole, rettangolari,
munite marginalmente di spine minuscole (pelle rasposa).
La linea laterale ha 116-165 squame. La testa porta occhi
piccoli, di cui quello dorsale in posizione più
avanzata. Al disotto di esso si apre la narice anteriore
all'estremità di un corto tubicino ripiegato all'indietro.
La bocca è piccola e arcuata, le mandibole del
lato oculare sono prive di denti, sul lato sinistro sono
disposti in una fascia che si allarga posteriormente sul
premascellare, e in una placchetta semicircolare.
La pinna dorsale inizia sulla verticale del punto medio
tra il margine anteriore dell'occhio dorsale e la sua
estremità del muso e termina con un raggio corto
collegato con una breve membrana al primo raggio della
codale. La base è in parte ricoperta da piccole
squame, come quella dell'anale che è molto simile.
La codale è spatolata con margine arrotondato,
le pettorali piccole e asimmetriche, più piccola
quella del lato cieco.
Il lato oculare è bruno grigiastro con macchie
più scure variamente disposte e più o meno
appariscenti. Le pinne dorsali e anale talvolta sono biancastre
al margine esterno, mentre sulla pettorale esiste in alto
e marginalmente una macchia nera. Il lato cieco è
bianco.
E' una specie bentonica ad abitudini notturne, che frequenta
su fondi fangosi e arenosi fino ad un massimo di 80 metri,
che resta di giorno seppellita nella sabbia, da cui lascia
sporgere i globi oculari, ma non narici e bocca. La riproduzione
va da dicembre a maggio ed avviene in vicinanza della
costa su fondali circa 40 m. L'uovo è pelagico.
Allo stadio di circa 7 mm., comincia la migrazione dell'occhio.
A 9,5 mm, l'occhio sinistro raggiunge il profilo della
fronte e a 10/11 mm passa completamente sul lato opposto
e gli animali abbandonano la vita pelagica, per portarsi
sul fondo, in immediata vicinanza della costa e preferibilmente
vicino agli estuari dei fiumi e all'ingresso delle lagune
salmastre. Ai 15 mm, la metamorfosi è terminata,
dopo 7-8 settimane dalla fecondazione. Si nutre soprattutto
di policheti, di ofiure, oloturie, molluschi, crostacei
decapodi e anfipodi. Si cattura con reti a strascico su
fondali di sabbia e fango. Capita anche nei tramagli e
si cattura anche nelle valli salmastre. Carne delicat
e molto ricercata. Può raggiungere i 30 cm
Comune su tutte le coste italiane. |
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