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Suacia imperiale
Nome scientifico: Arnoglossus imperialis
Ord. PLEURONETTIFORMI
Fam. Bothidae
Gen. Arnoglossus
Questa specie è notevolmente rara nel Mediterraneo ed ha uno spiccato dimorfismo sessuale.
Ha corpo ovaleorpo ovale, coperto di squame caduche, relativamente grandi, che lungo la linea laterale sono in numero di circa 56. Il muso è più corto del diametro longitudinale dell'occhio e le narici della parte oculare sono ben separate tra loro e situate in una concavità posta in corrispondenza del margine superiore dell'occhio ventrale, quella anteriore è bordata da un completo cercine rilevato che manca in quella posteriore. Gli occhi sono subellittici e quello ventrale è di poco spostato in avanti rìspetto al dorsale. La bocca è obliqua con la mandibola appena prominente e con protuberanza iposinfisaria appena sensibile. I denti, piccoli, conici ed acuminati, sono disposti in un'unica serie su ambedue le mascelle.
Il primo raggio della pinna dorsale è impiantato all'altezza della narice anteriore del lato cieco; i cinque raggi che seguono sono collegati tra di loro anche da una membrana alquanto bassa, sono ipertrofici e hanno aspetto flabelliforme. La pinna codale ha il margine tondeggiante, le pettorali sono asimmetriche, avendo i raggi superiori più lunghi, la sinistra è sensibilmente più lunga della destra. Nei maschi la ventrale sinístra è assai più sviluppata della destra, ed i suoi raggi sono più lunghi e più distanziati tra loro
La colorazione è grigio giallastra più o meno scura; il primo raggio della dorsale bianco, i cinque successivi debolmente pigmentati in grigiastro sulla superficie zenitale della base, e bianchi nel rimanente; gli altri raggi della dorsale grigiastri. Una vistosa macchia nerastra in corrispondenza del quarto, quinto e sesto raggio della ventrale sinistra nei maschi. Le iridi sono verdastre.
Vive su fondali melmosi tra 80 e 350 metri di profondità, ma risale fino a poche decine di metri nella stagione invernale. L'epoca della riproduzione sembra che si estenda per tutto l'anno. Si nutre come i congeneri e si cattura con reti a strascico. Raggiunge al massimo i 20 cm. di lunghezza totale.
Nei mari italiani è raro nel Ligure e nel Tirreno, rarissimo nello Jonio
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