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Tordo
Nome scientifico:  Labrus turdus
Ord. PERCIFORMI
Fam. Labridae
Gen. Labrus
Il genere Labrus dà il nome alla famiglia, ricchissima di specie. Nel Mediterraneo la famiglia è rappresentata da una ventina di specie, ed hanno la cartteristica di avere le livree manifestate in vario modo.
Questa specie ha il corpo fusiforme, compresso lateralmente, con testa più lunga dell'altezza massima del corpo.
Le squame sono evidenti e lungo la linea laterale se ne contano da 43 a 47 (caratterizzate da un tubetto laterale). Presenti anche da 7 a 9 serie sulle guance. La linea laterale è molto visibile e segue il profilo dorsale fino al termine della seconda dorsale, per abbassarsi di colpo al centro del peduncolo codale.
La bocca è munita di labbra carnose e porta su ogni mascella, una sola fila di denti conici tutti liberi e non saldati. Sulle mascelle sono in numero variabile da 15 a 30 in rapporto alla taglia dell'animale, e quelli anteriori robusti e notevolmente sviluppati. L'orlo inferiore del preopercolo è liscio e quello posteriore quasi sempre liscio, soprattutto nei grossi esemplari. L'occhio è piccolo e le narici, due per lato, poco appariscenti.
L'unica pinna dorsale conta un maggior numero di raggi spìnosi e l'anale, che ha tre raggi spinosi, è opposta e simile alla parte molle della dorsale. La codale è corta e spatolata, le pettorali tondeggianti e le ventrali inserite in posizione toracica.


La colorazione è molto variabile, distinguibile in tre tipi: verde, verde giallo mista e rossa. Vi sono esemplari completamente verdi, di una bella tinta smeraldina, altri verde giallastri con una stretta fascia longitudinale biancastra, che va dal bordo posteriore dell'occhio fino alla coda e altri marmorizzati con tinta di fondo rosso vinacea o arancio e macchie bianche, senza tracce di verde e arancio con macchie e fascia bianca. Le pettorali sono in genere gialle o verdi e le pinne impari della tinta del corpo e maculate. L'occhio ha iride arancione bordata esternamente di verde.
E' una specie costiera e si trova su fondi rocciosi e sulle praterie di posidonie o in mezzo alle alghe, anche a bassissima profondità. I grossi esemplari preferiscono fondali più alti, intorno ai 15 metri e oltre. Ha l'abitudine di riposare giacendo coricato su di un fianco. La riproduzione risente di un ermafroditismo proteroginico (la fase femminile è più o meno prolungata; gli individui superiori ai 38 cm sono sempre maschi) e avviene nei mesi di febbraio-marzo, ma non sono noti né stadi larvali ne giovanili.
E' carnivoro e si nutre di molluschi, crostacei, anellidi e altri invertebrati. Si cattura con le gangamelle, con le nasse, i tramagli e abbocca facilmente alle lenze. Può raggiungere 45 cm di lunghezza totale, ma raramente si trovano esemplari superiore ai 37 cm.

Specie tipicamente Mediterranea è nota su tutte le coste italiane, ma mai molto abbondante.

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