E'
la più piccola e la più comune. Il corpo
fusiforme è coperto di piccole squame in linee
oblique. La linea laterale è alta e asseconda il
profilo del dorso fino al termine della seconda pinna
dorsale. La testa è robusta e meno rincagnata.
L'occhio è grande e il margine superiore sfiora
il profilo del capo. Nell'estremo superiore dell'arco
sopraorbitario non vi sono spine. Lo spazio interorbitario
è molto concavo. La bocca è ampia, tagliata
obliquamente ed ha la mascella inferiore prominente. I
denti sono villiformi e disposti a fasce su ambedue le
mascelle, sul vomere e sui palatini. Non vi sono squame
sulla testa, tranne alcune sugli opercoli. La spina opercolare
è a forma di daga ed è in comunicazione
con due ghiandole velenifere situate sotto la pelle sopra
l'osso opercolare.
Le pinne dorsali sono due. La prima è triangolare,
con spine canaliculate rivestite da pelle sottile e solo
la punta emerge (nel solco delle spine un tessuto spugnoso
molle secerne il veleno). La seconda dorsale è
lunga e simile all'anale. La codale è spatolata
col margine posteriore tagliato dritto. Le pettorali sono
abbastanza ampie e le ventrali corte, inserite in posizione
giugulare.
Il colore è grigio giallastro con puntini neri
sul dorso; i fianchi sono più chiari e il ventre
è bianco. Si mimetizza col colore della sabbia
e solo la macchia nera spicca della prima pinna dorsale
è evidente.
E' una specie che predilige la costa e nei mesi estivi
si trova a bassissima profondità, semi-infossata
nella sabbia, pronta ad attaccare o a difendersi con le
spine velenose. Possiede, senz'altro, il veleno più
potente dei pesci presente nei Mari italiani. Il veleno
è limpido e azzurrastro che diventa opalescente
con l'animale morto. Sono più pericolose le ferite
provocate dalle spine opercolari. Nella stagione invernale
si spinge verso acque più profonde.
La riproduzione è nei periodi primaverili e le
uova e stadi larvali sono pelagiche.
Si nutre di crostacei, vermi e molluschi, ma attacca un
po' tutti gli altri pesci.
Si pesca con gangamelle e sciabichelli, o coi retini da
gamberi. Abbocca facilmente alle lenze.
Le sue dimensioni non superano normalmente i 14 cm.
E' comune in tutte le coste italiane, con maggiore frequenza
nell'alto adriatico. |
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